Draghi lancia l’allarme crescita e giovani in Italia

Nuovo allarme lanciato dal governatore di Bankitalia per la crescita nel nostro paese. “Stenta da 15 anni i tassi di sviluppo del nostro paese sono attorno all’1%”. La domanda interna, inoltre, rimane “debole”, e per tornare allo sviluppo sarebbe necessario un assetto normativo ispirato pragmaticamente all’efficienza del sistema“.

E tanta preoccupazione per i prossimi mesi arriva dall’attuale situazione libica. “Nella nostra economia un aumento del 20% del prezzo del petrolio determina una minor crescita del prodotto di mezzo punto percentuale nell’arco di tre anni“.

Mancano riforme nel nostro paese. Si è già cominciat, ma azioni riformatrici più coraggiose migliorerebbero le aspettative delle imprese e delle famiglie e aggiungerebbero per questa via impulsi alla crescita”. L’Italia, sottolinea ancora, “dispone di grandi risorse, ha molte aziende, una grande capacità imprenditoriale, la sua gente è laboriosa e parsimoniosa“.
Ma l’allarme più grave arriva per la situazione dei giovani.I salari d’ingresso dei giovani sul mercato del lavoro, in termini reali, sono fermi da oltre un decennio su livelli al di sotto di quelli degli anni Ottanta. E il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 30%. Si accentua la dipendenza, già elevata nel confronto internazionale, dalla ricchezza e dal reddito dei genitori“.

Il contenimento della spesa corrente “dovrà proseguire anche oltre il 2012 e la sua composizione deve essere orientata a favore della crescita”. E  ancora: “Non vi sono altre strade per ridurre il disavanzo, visto che la pressione fiscale già supera di 3 punti quella media dell’area dell’euro. Maggiori entrate che si rendano disponibili grazie a recuperi di evasione dovranno essere usate per ridurre la pressione sui contribuenti che già pagano il dovuto“.

Per il governatore il ritorno “alla piena normalità” dei mercati monetari e finanziari che “stanno recuperando funzionalità” non sarà immediato, ma “richiederà tempo“.

Matteo oliviero