Il governo “scarica” Gheddafi: non siamo più amici della Libia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:35

La linea è stata ormai tracciata: dopo i “balbettamenti” contestati da Pier Luigi Bersani al governo Berlusconi sulla questione libica, adesso anche il premier pare orientato ad assumere una posizione più critica nei confronti dell’amico Colonnello. Lo ha fatto oggi, partecipando al 46simo Congresso del partito repubblicano italiano dove – al cospetto di una nutrita platea – il Cavaliere ha dolorosamente ammesso: “Gheddafi non sembra più in grado di controllare la situazione“.

Parole che hanno fatto il paio con la dichiarazione rilasciata questa mattina anche dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa: “Di fatto il trattato Italia-Libia non c’è già più, è inoperante, è già sospeso – ha detto l’ex aennino in visita ai soldati della Folgore a Livorno – perché non c’è la controparte in grado di rispettarlo. Per esempio gli uomini della Guardia di Finanza, che erano sulle motovedette per controllare quello che facevano i libici – ha spiegato il ministro – ora sono nella nostra ambasciata”.

Non solo: “Vanno bene le sanzioni, va bene la condanna – ha continuato il responsabile della Difesa – ma poi l‘Europa si deve fare carico anche dell’emergenza perché non si può immaginare che con una sorta di egoismo dell’Europa del nord – ha continuato La Russa – l’Europa del sud, in questo caso l’Italia, venga lasciata sola nell’affrontare questa questione”.

E un attestato di solidarietà ai cittadini libici che stanno tentando di rovesciare il regime di Gheddafi è giunto oggi anche dal presidente del Senato, Renato Schifani: “Sento il dovere – ha scandito la seconda carica dello Stato – di manifestare la piena solidarietà alle battaglie del popolo libico che in questo momento è oggetto di un grande sterminio”.

“La democrazia è un bene prezioso, inviolabile – ha ricordato il numero uno di palazzo Madama – La libertà dei cittadini è un bene sacro e non potrà mai essere impedito con le violenze. Mi auguro che la comunità europea e la comunità internazionale intervengano al più presto – ha continuato Schifani –  e sappiano individuare le strategie per evitare che questo sterminio continui. La democrazia è sacra – ha ribadito il presidente dei senatori – e anche noi siamo chiamati ad invocarla per i nostri amici libici”.

Maria Saporito