Libia: il premier turco Erdogan contro le sanzioni Onu

La Turchia condanna fermamente la repressione messa in atto dal regime libico nei confronti dei manifestanti, ma allo stesso tempo accusa la comunità internazionale, e in particolare i paesi occidentali, per aver focalizzato sin dal primo momento l’attenzione sui problemi legati al procacciamento delle risorse energetiche piuttosto che sul dramma umanitario di tanti civili inermi.

Un secco no alle sanzioni previste dall’Onu giunge, dunque, dal primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, che in un discorso televisivo si appella alla ”comunità internazionale” affinché si occupi della Libia ”non preoccupandosi del petrolio” ma ”con coscienza”, guardando ”ai valori umani e di giustizia”.

Il premier turco, parlando delle sanzioni Onu, avverte che ”ogni intervento renderà il processo più difficoltoso” e ”colpirà non l’amministrazione ma il popolo libico” perché ”non si può assicurare la pace mondiale infliggendo sanzioni per ogni incidente”.

Erdogan chiede pertanto alla comunità internazionale ”di fermare i calcoli” sugli interessi economici che riguardano la Libia e di ”lavorare per un rimedio per fermare la sofferenza del popolo libico”.

Raffaele Emiliano