Libia, UE: embargo armi e congelamento dei beni di Gheddafi

Il regime di Gheddafi, che si è dichiarato «pronto a morire» pur di lottare fino alla fine contro «i ratti drogati» che lo vorrebbero sconfitto, nonostante da quarant’anni, a suo dire, lui rimanga il simbolo della rivoluzione, continua a essere al centro degli interessi della comunità internazionale.

Il segretario generale della NATO, il danese Anders Fogh Rasmussen, intervenendo sulla questione libica è stato molto chiaro: «Quello che sta succedendo in Libia preoccupa molto tutti noi. È una crisi nelle nostre immediate vicinanze».

La dichiarazione di Rasmussen è stata rilasciata a margine di un incontro, avvenuto in Ungheria, a cui hanno partecipato quasi tutti i ministri della Difesa degli stati facenti parte dell’Unione Europea. Assente Ignazio La Russa che ha preferito presenziare al momento del voto della camera dei Deputati sul decreto Milleproroghe.

Dalle parole del politico danese emerge la volontà da parte della Nato di evitare qualsiasi forma di intervento militare per fermare la repressione sanguinosa che il leader della Libia, il colonnello Muammar Gheddafi, sta attuando da giorni e che ha già portato all’uccisione di migliaia di manifestanti.

L’Unione Europea sembra invece essere intenzionata a ratificare un embargo, nei confronti del paese nordafricano, sulla vendita delle armi a cui dovrebbe essere aggiunto il congelamento dei beni detenuto dal rais all’estero, oltre alla negazione di qualsiasi visto per lui e la sua famiglia.

A fare il punto sulla situazione ci ha pensato l’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, l’inglese Catherine Ashton, che ha detto: «Stiamo procedendo in tre ambiti. Primo, l’evacuazione. Secondo, ci stiamo coordinando su come mettere pressione sulla situazione in Libia per fermare le violenze. Terzo, la collaborazione a livello internazionale, soprattutto con il Consiglio di sicurezza, per assicurare un approccio coordinato».

Da alcune indiscrezioni è trapelato che si starebbe vagliando anche la chiusura dello spazio aereo libico. Ma per attuare una decisione del genere, c’è bisogno dell’approvazione da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu).

S. O.