Milleproroghe al Senato: non si farà ricorso alla fiducia

Dopo il voto favorevole alla Camera dei Deputati, non senza qualche intoppo e soprattutto la bagarre che ha visto al centro delle critiche il presidente, Gianfranco Fini, il decreto Milleproroghe passa oggi all’esame del Senato.

Qui i problemi per il governo dovrebbero essere molti di meno.

L’agenda odierna di Palazzo Madama vede un iter molto fitto di impegni, per far sì che tutti passaggi burocratici vengano svolti entro oggi, considerato che domani scadranno i termini temporali affinché il decreto venga convertito in legge.

Dopo la discussione dei contenuti del provvedimento, tra cui l’analisi di venticinque emendamenti presentati, intorno alle ore 14 inizieranno ufficialmente le dichiarazioni di voto che potranno essere da casa poiché saranno per l’occasione è prevista la copertura televisiva sulle reti Rai.

Successivamente, avrà luogo l’effettiva votazione da parte dei senatori. A differenza di quanto successo alla Camera, questa volta non si dovrebbe far ricorso alla fiducia.

Il Milleproroghe nelle ultime settimane è stato l’argomento strettamente politico più discusso da maggioranza e opposizioni. Su di esso si è pronunciato pochi giorni fa anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che facendo valere il diritto concessogli dalla Costituzione ha rimandato al Parlamento il decreto poiché contenente vizi di incostituzionalità.

Il provvedimento, che per molti critici costituisce quasi una nuova legge finanziaria, va a incidere in diversi settori della vita pubblica: dall’introduzione del foglio rosa anche per motorini e minicar, all’aumento del costo del biglietto dei cinema che entrerà in vigore a partire dal prossimo 1 luglio.

Le polemiche degli ultimi giorni hanno per un po’ interessato anche la figura del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, accusato, dopo il colloquio avuto con il Quirinale, di aver tagliato troppo rispetto alla forma originaria con cui era stato in un primo tempo presentato.

Molto discussa, a tal proposito, l’inversione di rotta concernente la possibilità di allargare le giunte comunali per le città con più di un milione di abitanti. Proposta questa che avrebbe fatto comodo a Gianni Alemanno e alla sua intenzione di inglobare nella propria squadra di assessori anche esponenti provenienti dal movimento La Destra di Francesco Storace.

S. O.