Milleproroghe: il Senato vota sì, diverrà legge

Il decreto Milleproroghe è pronto per divenire legge a tutti gli effetti.

Nel primo pomeriggio l’aula del Senato ha approvato il provvedimento tanto discusso nelle ultime settimane. Questi i risultati della votazione, avvenuta nell’ultimo giorno possibile, in quanto i termini temporali previsti per la conversione sarebbero scaduti proprio domani: 159 voti a favore, 126 contrari e 2 astensioni.

Hanno votato contro i sei finiani rimasti dentro Futuro e Libertà, mentre dei quattro fuoriusciti, due hanno sostenuto la maggioranza e due hanno preferito non esprimersi.

Queste alcune delle nuove norme comprese nel Milleproroghe, che qualcuno ha giudicato come una macedonia legislativa, mentre altri hanno parlato di nuova legge finanziaria:

Foglio rosa per motorini e mini-car: Il prossimo 31 marzo entrerà in vigore la norma che prevede la prova di guida per i ciclomotori e le mini-car. Sarà necessario, come già avviene per le automobili, richiedere il certificato che autorizza la pratica su strada del veicolo, prima di sostenere l’esame pratico e dopo aver superato quello teorico.

Quote latte: Il termine ultimo, per poter pagare le multe comminate agli allevatori che non hanno rispettato le soglie imposte per la produzione, viene prolungato al 30 giugno 2011.

Sfratti: Le famiglie che verranno ritenute disagiate e che hanno ricevuto l’avviso di sfratto godranno di un anno in più di proroga, Un anno in più di tempo per le famiglie disagiate. Il termine del blocco degli sfratti viene fissato al 31 dicembre di quest’anno.

Editoria: Ammortizzato l’ammontare dei tagli che erano stati previsti nella passata Finanziaria. Verranno indirizzati 30 milioni di euro in più per il fondo per l’editoria e 15 milioni per l’emittenti radio-televisive locali.

Sanatoria per le affissioni abusive: In arrivo una sanatoria per tutti i partiti politici che si sono resi protagonisti dell’affissione selvaggia. Tutti gli illeciti commessi entro il 28 febbraio del 2010, potranno essere saldati con il pagamento di una multa di 1.000 euro per anno e per provincia.

S. O.