E’ ufficiale: Yara è morta, riconosciuto il cadavere

E’ ufficiale: Yara Gambirasio è morta.

Il cadavere della tredicenne sparita da Brembate di Sopra (Bg), lo scorso 26 novembre, è stato trovato in mezzo a una campagna tra le località di Madone e Chignolo d’Isola, ad appena dieci chilometri di distanza da casa.

La conferma dell‘identità del cadavere, oramai in avanzato stato di decomposizione, è avvenuta tramite il riconoscimento degli indumenti indossati dalla ragazzina al momento della scomparsa. A ritrovare il corpo di Yara è stato un uomo, estraneo alla vicenda, che a quanto pare era intento a provare un aeromodello telecomandato.

Un ulteriore dettaglio che ha convinto definitivamente gli investigatori accorsi sul posto è stato costituito dalla presenza dell’apparecchio per ortodonzia nel cadavere.

La zona, in aperta campagna ma circondata da numerosi capannoni, è stata subito transennata per evitare che qualche curioso – e sono stati molti quelli giunti sul posto non appena si è diffusa la notizia – potesse inquinare possibili indizi ancora presenti nel luogo del ritrovamento.

Secondo le prime indiscrezioni, il corpo di Yara potrebbe essere stato abbandonato la sera stessa della sua scomparsa. Saranno gli esami del medico legale ad appurare le cause della morte.

Mentre, per quanto riguarda la scoperta dei colpevoli di questo tragico omicidio, la strada sembra, purtroppo, ancora molto lunga. Poche le notizie diffuse nelle scorse settimane circa possibili nuovi sviluppi nell’inchiesta aperta all’indomani della scomparsa della ragazzina.

Intanto su Internet, e in special modo sul “Gruppo per ritrovare Yara Gambirasio“, ospitato dal social network Facebook, è iniziato unanime il cordoglio dei quasi cinquantamila utenti che in questi novanta lunghissimi giorni hanno sperato quotidianamente in un ritorno a casa di Yara. Proprio oggi con lo scoccare del terzo mese, il gruppo aveva deciso di dedicare una giornata di silenzio per ricordare la giovane.

Ma purtroppo, come nel peggiore degli incubi, al silenzio della ricerca interiore si è sommato quello attonito di chi non riesce a capacitarsi davanti alla tragicità del reale.

S. O.