Usa approva sanzioni contro la Libia, mentre il governo offre negoziati ai ribelli

Quando saranno le 17 in Italia il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunirà con lo scopo di varare sanzioni contro il governo libico di Gheddafi in risposta alla violenta repressione perpretata dal regime contro gli oppositori. Intanto, però, gli Stati Uniti, anticipando le future decisioni delle Nazioni Unite, hanno già approvato delle sanzioni economiche.

La risoluzione già firmata  dal presidente Usa Barack Obama prevede il congelamento dei beni appartenenti al raís al fine di proteggere il patrimonio del popolo libico da eventuali appropriazioni indebite da parte del regime. ”Le sanzioni- ha detto Obama in un comunicato- hanno l’obiettivo di colpire il governo di Gheddafi, ma anche di proteggere i beni che appartengono al popolo della Libia”. Parallelamente il governo americano ha annunciato la chiusura della propria ambasciata e il ritiro dei diplomatici. “Con qualsiasi misura, il governo di Muammar Gheddafi ha violato le norme internazionali e di comune senso del pudore e devono essere ritenuti responsabili”, ha detto il presidente americano.

La scelta di varare sanzioni unilaterali è stata probabilmente influenzata dalla forte critica della stampa americana che nei giorni scorsi aveva accusato il governo americano di rimanere impassibile davanti a tanto orrore. Adesso si attendono le misure del Consiglio di Sicurezza che, secondo la bozza di risoluzione, prevedono: assimilazione delle violenze in corso a criminini contro l’umanità, l’adozione di un embargo alla vendita di armi, il divieto di concedere visti al raís e a gli altri membri del regime,  il congelamento dei beni e dei conti all’estero dei fedeli a Gheddafi.

E mentre la comunità internazionale finalmente decide di agire per mettere fine alle violenze, il governo di Gheddafi -forse consapevole di aver perso il controllo di quasi tutto il paese- “tende una mano” ai rivoltosi. Saif al Islam, uno dei figli del Colonnello, ieri sera ha pubblicamente offerto negoziati ai ribelli” abbiamo a che fare con dei terroristi, l’esercito ha deciso di non attaccarli e di dar loro l’opportunità di negoziare. Speriamo di poterlo fare in modo pacifico e lo faremo a partire da domani”.

Annastella Palasciano