Libia: vuoto politico dopo Gheddafi, paura Al Qaeda

Tripoli, 26 febbraio. Un profondo vuoto politico assalirà la Libia dopo Gheddafi. Lo scenario che si intravede è il principale effetto dell’egemonica leadership del Colonnello. Nessuna certezza per l’immediato futuro, tranne la sicurezza che la rinascita della Libia passa senza dubbio dai possedimenti petroliferi. L’unico auspicio del leader libico è la guerra civile, ma i sostenitori di quest’ opzione sembrano assottigliarsi costantemente.

Il Colonnello Gheddafi ha fatto terra bruciata intorno a lui. In oltre 40 anni di regime, ha sistematicamente evitato e represso la formazione di organizzazioni che potessero mettere in pericolo il suo potere e la sua autorità. A differenza di Egitto e Tunisia, la Libia non è sostenuta da una ferma mano militare e non è mai stato istituito un Parlamento. Non esistono, inoltre, sindacati, partiti politici e organizzazioni non governative. Perciò la società libica adesso è frammentata, senza punti di riferimenti e senza possibilità di unificazioni.  L’unico punto di forza della Libia era ed è la compagnia petrolifera di Stato.

Ci sarà un vuoto politico”, ha assicurato Lisa Anderson, presidente dell’American University del Cairo ed esperta di storia della Libia. Vige un assoluto clima di incertezza su chi potrebbe colmare questo vuoto. Ristretto il numero di pretendenti. Ci sono alcune potenti tribù della Libia, ma non godono di rilievo nazionale poiché Gheddafi, durante il suo regime, le ha deliberatamente messe le une contro le altre creando una rivalità secolare, senza alcuna possibilità di unione. Oppure c’è una coalizione pluralista delle forze di opposizione. Quest’ultime, in particolare, hanno già svolto una grande lavoro portando calma e sicurezza la parte orientale del paese, con l’obiettivo di avvicinarsi a Tripoli. I più ottimisti sperano che la determinazione dell’opposizione possa seriamente dare i suoi frutti. I pessimisti, dal canto loro, temono che l’unità di intenti dell’opposizione non durerà e che si scatenerà una guerra civile per decidere chi debba salire al potere.

Secondo gli esperti, la paura più grande è rappresentata dai fondamentalisti islamici: Al Qaeda o gruppi integralisti libici potrebbero contrastare l’opposizione e raccogliere consensi.  Secondo Frederic Wehrey, analista ed esperto conoscitore della Libia, Al Qaeda potrebbe sfruttare le tensioni tribali e offrire appoggio ai gruppi non governati di sud-ovest libico. Ciò creerebbe un immenso scompenso politico e un’inevitabile guerra civile.

Futuro incerto, la Libia resta in attesa di conoscere il suo destino.

Emanuele Ballacci