Vendola: ho scelto sempre sulla base della competenza

“Ho l’orgoglio di aver amministrato la Puglia che fino al 2005 era rassegnata, dimenticata e oggi è una regione tra le più vive e abbiamo sperimentato politiche avanzate, soprattutto in campo sociale, guardate da tutta Europa”. Parte da qui il governatore della Puglia, Nichi Vendola, per dare corpo alla sua autodifesa dopo le accuse di corruzione ipotizzate contro di lui (e non solo) nella gestione della sanità regionale.

“Queste accuse sono il dolore più grande della mia vita – ha spiegato il leader di Sel – ma ora per gli altri imputati non si parla più di associazione a delinquere. La mia seconda archiviazione mi fa respirare. Non c’è cosa che non rivendichi. Ho agito sempre nell’interesse pubblico“.

Ma nonostante le archiviazioni, i dubbi sulla possibile “lottizzazione” e sul sistema clientelare individuato dai giudici nella scelta dei manager sanitari restano e spingono Vendola a chiarire ulteriormente: “Ho scelto i manager dai ranghi delle Asl, basandomi sui profili professionali: se avessi voluto lottizzare  – ha spiegato in un’intervista a Il Fatto Quotidiano – non avrei scelto i manager tra i dirigenti più esperti che lavoravano da anni nelle Asl”.

“E soprattutto – ha aggiunto – non avrei dimezzato il numero delle Asl e delle poltrone da 12 a 6. Mi sono sempre basato su competenza e moralità. Leggetevi tutte le intercettazioni. Si sente che io chiedo: ‘Ma è una persona per bene?’. Di più – ha continuato il governatore – ai dirigenti dicevo di respingere le pressioni e di denunciarle”.

Eppure restano le ombre allungatesi sull’ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco (su cui pende una richiesta a procedere con l’arresto inoltrata dai giudici al Parlamento) e sull’ex vicepresidente della Regione Sandro Frisullo, da lui personalmente nominati: “Tedesco mi era stato rappresentato come l’unico profilo di alta competenza sull’intricata sanità pugliese – si è smarcato il presidente della Puglia – La mia parola, il mio sguardo mi parevano un deterrente sufficiente per chi avesse intenti meno che leciti”.

E Frisullo? “Era il più autorevole rappresentante del Pd in Puglia – ha sottolineato il governatore – con lunga militanza nelle istituzioni e indubbie capacità di amministratore. Tedesco era un socialista uscito indenne da Tangentopoli, era apprezzato in ambienti sanitari. Comunque – ha precisato Vendola – l’ho sostituito anche se il Pd ha fatto muro per difenderlo”.

Già, il Pd. Quali margini ci sono per proseguire un’alleanza che rischia di compromettere la credibilità dell’intera classe dirigente pugliese? “Con il Pd abbiamo fatto scelte importanti – ha scandito il leader di Sel – Abbiamo messo sui binari giusti i criteri di scelta dei manager della sanità. Siamo l’unica regione con un percorso di formazione e selezione per individuare i manager secondo competenza medica e scientifica e  – ha concluso Vendola – abbiamo dimezzato le Asl“.

Maria Saporito