Yara Gambirasio, i genitori: “L’assassino è tra di noi”


I genitori di Yara Gambirasio gridano giustizia: “Chi ha ucciso nostra figlia non può passarla liscia”.

Maura e Fulvio Gambirasio hanno atteso tre mesi esatti dalla scomparsa di Yara, seconda di quattro figli, per ricevere la telefonata che mai avrebbero voluto ascoltare.

E’ lei”, ripeteva per tre volte Maura, una mamma consumata dal dolore, ma mai rassegnata.

Solo due mesi fa, padre e madre della tredicenne scomparsa a Brembate di Sopra lanciavano il primo e unico appello per ritrovare la ginnasta, “Siamo sicuri che sia viva, aiutateci a trovarla”.

Poi, il silenzio stampa, un’ordinanza del sindaco di Brembate che vietava ai giornalisti la sosta davanti alla villa, un modo legittimo per affrontare il dolore, un tentativo di preservare gli altri tre figli, che continuano la loro vita, con la scuola e le altre attività che svolgevano fino al giorno prima del 26 novembre.

La notizia del ritrovamento del cadavere di Yara giunge improvvisamente, a tre mesi esatti dalla scomparsa.

Un uomo avverte gli investigatori, riconosce la ragazzina in quel corpo quasi mummificato, l’apparecchio ai denti, l’iPod, il giubbino di Hello Kitty e i vestiti che aveva l’ultimo giorno in cui fu vista a Brembate: tutto al suo posto.

L’autopsia stabilirà se la piccola abbia subito violenza, finora si riscontrano ferite riconducibili a coltellate, al collo e al petto.

I genitori gridano giustizia, così come il paese di Brembate, unita comunità che ha rispettato e seguito il riserbo voluto dalla famiglia: tra le iniziative solidali, fiaccolate e messe per Yara.

Il mostro è in mezzo a noi, altro che immigrati, è uno di Brembate e salterà fuori”, afferma un uomo, ma il pensiero è condiviso un po’ da chiunque.

Daniela Rossi, allenatrice del centro sportivo in cui la ragazzina si allenava, è incredula: “Siamo tutti sconvolti. Ma chi l’ha uccisa? Perché?”.

Una domanda che si spera possa trovare prestissimo risposta.

Carmine Della Pia