Cagliari-Lazio 1-0, Donadoni: una vittoria di carattere; Reja: meritavamo almeno il pareggio


CAGLIARI-LAZIO DICHIARAZIONI.

Un solo gol, ma nella porta sbagliata. Andrè Dias condanna la sua squadra alla sconfitta con uno sfortunato autogol al 40′ del primo tempo. Fino a quel momento, la Lazio aveva fatto meglio degli avversari, creando qualcosa in più, mentre il Cagliari attendeva gli avversari per colpirli di rimessa. Nel secondo tempo ci si aspetta la reazione della squadra di Reja che colpisce un palo con Hernanes, ma rischia anche di subire il raddoppio ed esce dal Sant’Elia con una sconfitta tutto sommato meritata.

L’allenatore del Cagliari, Roberto Donadoni, è entusiasta per l’ottava vittoria conquistata da quando si è seduto sulla panchina dei rossoblù: “Abbiamo costruito la vittoria basandoci sul carattere, sulla grinta e sulla voglia di fare risultato contro una grande squadra. Questa vittoria ha ancora più valore. La squadra mollerò dopo aver raggiunto la salvezza? Questo è un ritornello che continuo a sentire e che mi fa venire una rabbia incredibile. Mancano 11 partite e dobbiamo fare il nostro meglio. Adesso siamo quasi salvi, mi viene veramente il sangue agli occhi quando sente certe cose. Noi dobbiamo fare fatica sempre, la faremo anche ora”.

Edy Reja è tornato nella città a cui regalò l’ultima promozione in Serie A nel 2004, ma stavolta non ne è uscito felice e soddisfatto: “Abbiamo giocato molto bene, ma il risultato non ci dà ragione. Meritavamo minimo minimo il pari, ma ci sono partite che non è facile analizzare. Hanno fatto mezzo tiro in porta, il tiro di Acquafresca stava andando fuori e Dias ha fatto autogol. È stata una partita stregata. Non abbiamo concretizzato, questo sì, ci è girata male. Avevamo il vento contro nel secondo tempo, loro si sono difesi molto bene, però noi non abbiamo avuto la forza per trovare il pari. Avremmo meritato miglior sorte, sicuramente, ma abbiamo ancora una buona situazione in classifica e dobbiamo sfruttare i prossimi turni casalinghi, a partire dal Palermo”.
Andrè Dias spiega così l’erroraccio che ha deciso l’incontro: “Sono arrivato sulla palla, pensando di proteggerla per evitare che giungessero avversari da dietro, ma sono arrivato fuori tempo ed il pallone, facendo un rimbalzo strano, mi è sbattuto sul ginocchio andando in porta. Ho ricevuto incoraggiamenti da tutta la squadra ma in particolar modo da Biava. Era il compagno più vicino a me in quel momento, ha capito alla perfezione la dinamica sfortunata dell’azione”.

M. S.