Crisi Libia: petrolio, Iran contrario ad aumento della produzione

L’Iran ha ribadito la propria contrarietà all’aumento della produzione di petrolio con il fine di contrastare il rincaro dei prezzi, conseguente alla crisi in Libia. “La situazione è molto incerta,- ha dichiarato il governatore iraniano dell’Opec, Mohammad Ali Khatibi – abbiamo bisogno di stabilità per valutare esattamente quanti barili mancano sul mercato e poi potremo agire”. Dal quotidiano Tehran Times riferiscono, inoltre, che secondo lo stesso Khatibi “l’Opec non può prendere una decisione ogni giorno”.

Il Paese medio-orientale, presidente di turno dell’Opec, è stato fin da subito favorevole ad un sostanziale recupero dei prezzi del greggio, crollati a causa della crisi economica scoppiata nel 2008.

Conseguentemente a quanto accaduto in Libia, il greggio Brent del Mare del Nord è salito giovedì a 120 dollari al barile, record dall’agosto 2008, stabilizzandosi poi il giorno seguente a 111 dollari grazie all’aumento unilaterale della produzione di 700.000 barili al giorno da parte dell’Arabia Saudita.

Mauro Sedda