F1, i piloti Mclaren non soddisfatti della nuova MP4/26

F1, i piloti Mclaren non soddisfatti della nuova MP4/26 – Nel paddock della Formula uno è divenuta già una sorta di celebrità. Con quelle forme tutte particolari ed un passo decisamente più grosso rispetto alle altre vetture, la Mclaren MP4/26 si è guadagnata lo scherzoso soprannome di “balena“, perfetto nomignolo che sottolinea quel retrotreno piuttosto massiccio in un epoca ove minimizzare gli spazi è quasi obbligatorio. I tecnici di Woking hanno voluto percorrere vie di sviluppo ancora imbattute, incappando però subito in seri problemi di affidabilità e sviluppo. Non è un mistero che fra i Top Team la Mclaren è stata quella che ha girato meno di tutti, con un chilometraggio complessivo che raggiunge solo la metà di quello Ferrari. Un fatto importante che desta preoccupazione sia tra gli uomini del box che sopratutto tra i piloti.

Girare poco equivale anche ad avere un processo evolutivo a rilento che non dà riscontri certi e utili al fine di capire se tale progetto è competitivo: “Non ho certamente completato i giri che mi aspettavo…” ha dichiarato Button “….e quando c’è da sviluppare una monoposto nuova è fondamentale percorrere tanti chilometri. La concorrenza va avanti e non fai passi avanti, anche sul fronte del set-up. Io credo che questa vetture possa dare molto, ma se il lavoro di sviluppo è in ritardo, si rischia di pagare un grosso gap nelle prime gare del mondiale”. La paura quindi è quella di presentarsi in griglia di partenza con ancora tanto lavoro da fare, dando da subito un sostanzioso vantaggio alla concorrenza.

Ovviamente quelli da tenere sott’occhio sono Red Bull e Ferrari, i team attualmente più forma in grado di lottare per le posizioni che contano. Ma per adesso un confronto diretto con loro è davvero impossibile: “Quello che stanno facendo è pazzesco” confessa Hamilton “Se penso che Webber in una sola giornata ha percorso 140 giri posso solo dire che è incredibile e mettermi a ridere. Noi non siamo in condizioni oggi di poter girare su quei livelli, ma credo anche che presto ci arriveremo. Abbiamo tanti problemi di affidabilità, siamo in uno stato del genere “lavori in corso“.” Una situazione scomoda che necessita una soluzione immediata, pena l’addio anticipato ai sogni iridati.

Riccardo Cangini