F1, Red Bull passa ai motori Infiniti

F1, Red Bull passa ai motori Infiniti – Anche se i motori sono spenti e le vetture rimangono in garage in attesa di ulteriori sviluppi, i vari team della Formula uno non vogliono perdere tempo e concludono affari più o meno importanti per il loro futuro. Un esempio è la Mercedes che ha acquistato (tramite il gruppo Daimler) tutte le azioni di Ross Brawn, divenendo proprietaria assoluta del team, proprio mentre la Red Bull concludeva un inaspettato cambio di motorista per la stagione 2011. A partire infatti dalla prima gara stagionale il celebre simbolo Renault non sarà più presente sul muso della vettura e sulle tute dei piloti, sostituito da quello della meno nota Infiniti, marchio della Nissan che produce auto di lusso.

Un debutto nel mondo delle corse davvero incredibile per tale brand, che però dietro nasconde interessi economici che poco hanno a che vedere con le prestazioni. In pratica i propulsori saranno sempre i V8 costruiti dalla Renault, tranne che poi verranno rinominati Infiniti con tanto di marchio associato, in pratica resterà tutto uguale. Si è voluto fare questo particolare cambio solo per meri interessi economici visto che la Red Bull, aiutandosi con il fatto di essere a tutti gli effetti un Top Team, non voleva più pagare la grossa somma di denaro pattuita con Renault per la fornitura dei motori, ed ecco che allora è nata questa curiosa proposta del cambio di nome. In questo modo Renault continuerà a pubblicizzare un suo prodotto (la Nissan fa parte del gruppo della casa francese) mentre Christian Horner e soci usufruiranno di uno sconto sostanzioso che si aggira intorno ai sette milioni di sterline.

Tutti felici quindi sia da una che dall’altra parte. I francesi non vogliono perdere questa fruttuosa collaborazione con la struttura austriaca che garantisce una incredibile visibilità su scala mondiale, e pur di allontanare le voci sempre ammalianti del rivale Mercedes sono disposti ad inventarsi anche tali stratagemmi, assecondando i desideri di un cliente sempre più capriccioso. Ma a lungo termine questa scelta si rileverà giusta? Solo il tempo potrà darci una risposta.  

Riccardo Cangini