Fassino: le primarie funzionano e salvano il Pd

“Dopo il risultato di Milano e i pasticci di Napoli la tentazione di abolire questo straordinario strumento di partecipazione era forte. E invece le primarie funzionano. Forse c’è qualcosa da cambiare, ma è certo che permettono di ricostruire un rapporto tra la politica e i cittadini”. Il vincitore delle primarie di Torino è entusiasta e fermamente convinto che il successo incassato ieri nella sua città debba essere interpretato come una vittoria per tutto il partito.

“Il Pd è salvo – ha spiegato Fassino a La Stampa – perché hanno votato quasi 53 mila torinesi. Un numero impressionante in rapporto alla popolazione, un numero unico in Italia. E’ salvo perché tutti i candidati hanno saputo mobilitare gli elettori del centrosinistra. Il risultato di Torino è la dimostrazione che quando i cittadini vengono chiamati a decidere davvero – ha continuato l’ex segretario dei Ds – ci sono. La partecipazione popolare di ieri rafforza Bersani come leader del Pd”.

E sulle motivazioni che lo hanno spinto a candidarsi alla guida della sua città: “Io ho fatto una scelta precisa – ha spiegato il democratico – mettere in gioco la mia esperienza nella convinzione che in un’Italia che va verso un assetto sempre più federale si possa far politica non solo da Roma ma anche da punti nevralgici del Paese come Torino. Non ho fatto una scelta di fine carriera – ha precisato Fassino – ma una scelta politica nata anche per battere il centrodestra”.

Una scelta tesa a rilanciare il ruolo del centrosinistra nei territori. “Da qui – ha annunciato il vincitore delle primarie torinesi – si potrà lanciare una sfida politica alla Lega Nord. Da Torino il Pd può iniziare a dare battaglia per un federalismo democratico. Dobbiamo sfidare Bossi e i suoi sull’applicazione del federalismo – ha insistito Fassino – Non possiamo lasciare alla Lega quella bandiera”.

Maria Saporito