La verità della Minetti tra amnesie e precisazioni

Rettifiche, precisazioni e tanti tentennamenti. Le dichiarazioni rese lo scorso 30 gennaio dal consigliere regionale della Lombardia, Nicole Minetti, ai pm di Milano che stanno indagando sul Rubygate sono cariche di “non ricordo”. Nella versione dell’ex igienista dentale del premier c’è spazio per alcuni importanti aggiornamenti, ma molti passaggi della sua deposizione restano comunque oscuri. E dunque bisognosi di maggiori approfondimenti.

Il verbale dell’interrogatorio, pubblicato integralmente da Il Fatto Quotidiano, parte da due importanti precisazioni: “Rispetto alla domanda ‘II Cavaliere invece come l’ha conosciuto?’ – ha esordito la Minetti riferendosi a un’intervista rilasciata qualche tempo fa a Il Giornale – io ho dato una risposta non vera. Nel senso che io conobbi il presidente del Consiglio presso uno stand di Publitalia a fine 2008, se non ricordo male”.

E ancora: “Rileggendo l’intervista – ha aggiunto la consigliera regionale – preciso inoltre che non ho riferito la verità nella parte della risposta in cui ho detto che non facevo sesso col presidente. Avevo frainteso la domanda del giornalista, nel senso che pensavo che lui mi chiedesse se avessi fatto sesso col presidente del Consiglio nel corso delle serate a cui faceva riferimento l’invito a comparire. Invece – ha precisato l’ex ballerina tv – io ho avuto una relazione col presidente del Consiglio e quindi ho avuto anche rapporti sessuali”.

Quanto al ritratto fornito dalla Minetti della giovane marocchina che ha innescato lo scandalo che rischia di trascinare il presidente del Consiglio in un’aula di Tribunale con l’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile: “La Ruby – ha riferito – è una persona molto estroversa e loquace, ci aveva raccontato di essere figlia di una cantante lirica egiziana e di avere vissuto varie vicissitudini con la propria famiglia di origine, mostrando anche delle cicatrici sul braccio e sulla testa, a suo dire derivanti da lancio di olio bollente che le avrebbe fatto il padre”.

“Ricordo che – ha continuato il consigliere della Lombardia – la Ruby precisò che questa rabbia espressa dal genitore era dovuta al fatto che lei voleva cambiare religione“.

E alla domanda dei magistrati che le chiedono di spiegare il motivo per cui molte ragazze si fermavano a dormire nella residenza privata del premier ad Arcore: “Io posso parlare per me – ha risposto l’ex igienista dentale – mi è capitato di fermarmi a dormire avendo col presidente un rapporto di intimità, se si faceva tardi oppure il giorno dopo era festa io rimanevo ospite ad Arcore. So che altre ragazze si fermavano ad Arcore, ma sinceramente – ha precisato la Minetti – non so perché ciò avvenisse”.

E sugli “aiuti economici” che il Cavaliere avrebbe elargito a suo favore: “Non riesco a collocarlo temporalmente – ha ripreso l’ex showgirl – comunque in tempi recenti io avevo necessità di un aiuto economico, mi sono rivolta a Silvio Berlusconi, con il quale – lo ripeto – ho un rapporto di intimità, e mi ha prestato denaro facendomi dei bonifici bancari sul mio conto corrente”.

Il motivo? “Il mio stipendio è buono – ha ammesso la consigliera regionale –  io ricevo diecimila euro al mese, ma siccome avevo prestato la somma di 35 mila euro a mia sorella che stava acquistando un appartamento, ero rimasta con il conto a secco e quindi ho chiesto aiuto al presidente del Consiglio”.

Maria Saporito