Libia, Stefania Craxi: da Gheddafi scelte inaccetabili

“La verità è che l’Europa si è fatta trovare totalmente impreparata di fronte a un avvenimento inevitabile. Le transizioni dei grandi Paesi arabi era inevitabile. Due fattori sono scatenanti: la crisi economica, che ha pesato molto sui giovani, e il sistema internet che è stato un veicolo di mobilitazione formidabile”. A sostenerlo è stata, questa mattina, il sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi.

In collegamento telefonico con il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, la figlia di Bettino si è intrattenuta sulla crisi dei Paesi maghrebini, focalizzando l’ attenzione sulla Libia: “La rivolta libica – ha spiegato – è la più grave di quelle scoppiate in Nord Africa. Intanto per la scelta del leader di operare una sanguinosa repressione, e anche per la sua peculiarità. La Libia non è una realtà statuale forte – ha ricordato la Craxi – c’è un sistema di rapporti personali tra capi tribali”.

“Questo – ha continuato il sottosegretario – ha impedito la crescita di forti centri di potere alternativo. Rende difficile la creazione in poco tempo di un’organizzazione di governo fondata su basi diverse”.

“E’ stato nominato un comitato popolare nelle zone liberate – ha aggiunto Stefania Craxi – è stato istituito il consiglio nazionale libico che gestirà il Paese giorno per giorno, ma è importante la risoluzione dell’Onu, che ha stabilito sanzioni dure, tra le quali l’embargo alle armi e il blocco dei beni, ma soprattutto – ha precisato – ha dato un quadro giuridico a un possibile intervento umanitario sotto l’egida dell’Onu”.

Un intervento che la figlia di Bettino Craxi considera di prioritaria importanza perché indispensabile per scongiurare il peggio: “C’è il rischio – ha spiegato a Maurizio Belpietro – che queste rivolte senza piattaforma politica finiscano nelle mani di gruppi organizzati, violenti ed estremismi“.

Quanto al Colonnello Gheddafi: “Appare isolato – ha tagliato corto il sottosegretario agli Esteri – Anche i doganieri più fedeli lo hanno abbandonato. Sembra rinchiuso in un bunker con pochi lealisti che sparano sulla folla. Credo che il suo destino sarà drammatico – ha concluso – ha compiuto scelte inaccettabili”.

Maria Saporito