Scuola: Bufera sulle parole del premier, opposizioni all’attacco

La scuola pubblica è nel cuore degli italiani. Da Berlusconi arriva uno schiaffo inaccettabile“. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani replica agli attacchi di Berlusconi alla scuola pubblica e non solo.

Con richiami di sapore antico Berlusconi se la prende con comunisti e gay, insultando così l’intelligenza e la coscienza civile del Paese. All’elenco, Berlusconi stavolta ha aggiunto gli insegnanti della scuola pubblica. Uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal governo. La scuola pubblica – prosegue il segretario del Pd – è il luogo in cui l’Italia costruirà il suo futuro. Noi siamo con la scuola pubblica e non permetteremo che Berlusconi la distrugga“.

Mentre Dario Franceschini invoca la piazza. “Tutti di nuovo in piazza, come le donne il 13 febbraio, senza simboli e bandiere, a difendere la scuola pubblica dagli insulti di Berlusconi”.
Contro l’attacco del Cavaliere agli insegnanti si schiera anche Fli. Scrive Italo Bocchino sul sito di Generazione Italia: “Possono il centrodestra italiano e la destra nazionale immersa culturalmente nell’Italia di Giovanni Gentile screditare così il grande patrimonio educativo, istruttivo e culturale rappresentato dalla nostra scuola? Possono il centrodestra italiano e la destra nazionale mortificare così il popolo di insegnanti sottopagati che ogni giorno forma i nostri figli? Il vero centrodestra, quello di Fini e di Fli, sta dalla parte della scuola pubblica, così come prevede la Costituzione, senza nulla togliere alla scuola privata, che in parte svolge una funzione molto positiva. In Italia esistono tre tipi di scuole private“.

Mentre Vendola ricorda l’importanza di investire nella scuola pubblica, che rappresenta “il cuore della crescita economica”.
Italia Futura, l’associazione di Montezemolo attacca duramente il premier.
Non abbiamo mai usato argomenti di carattere morale a proposito di Berlusconi nè intendiamo iniziare a farlo ora. Ma esistono limiti alle esternazioni ‘in libertà’ che i cittadini possono sopportare. L’attacco di ieri del Presidente del Consiglio, presente il Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini, ai valori (sbagliati) che la scuola pubblica trasmetterebbe ai ragazzi è inaccettabile e ridicolo”.

Matteo Oliviero