Trattativa tra la Fiat e la russa TagAZ, Tselikov: “Un gesto disperato”

E’ nota l’intenzione della Fiat di puntare forte sul mercato russo, uno dei più promettenti del mondo, e, per questo motivo, avrebbe intavolato una trattativa con la casa automobilistica russa TagAZ di Taganrog, il tutto in seguito alla rottura dell’alleanza con il costruttore Sollers. A rivelarlo è il quotidiano economico-finanziario Vedomosti, che cita una fonte del Ministero dello Sviluppo economico russo.

La casa automobilistica torinese, dunque, avrebbe presentato nei giorni scorsi allo stesso Ministero un progetto per la produzione di circa 300 mila auto entro il 2014. Dalla medesima fonte, inoltre, assicurano che TagAZ, che è già partner della coreana Hyundai, possiede tutti gli impianti necessari e che per la Fiat risulterebbe molto meno complicato trasportare i componenti a Taganrog, sul mare di Azov, a 70 km da Rostov sul Don, rispetto che nella più lontana repubblica autonoma del Tatarstan, dove era in programma la joint venture con Sollers.

L’azienda con sede a Taganrog, città natale dello scrittore, drammaturgo e medico Anton ?echov, è stata fondata nel 1997 con una joint-venture fra Doninvest Group e Daewoo. Terminata una breve collaborazione con Citroen, dal 2001 Tagaz è legata a Hyundai. Allo stato attuale assembla la Yunday Sante Fe classic e la Yunday Sonata, oltre a due modelli propri, la Vortex Estina e la Vortex Tingo. A causa della crisi finanziaria internazionale, dal 2009 ha cominciato delle trattative per ristrutturare un debito di 21 miliardi di rubli (526 mln di euro) e con Sberbank ha raggiunto un’intesa per 5 miliardi di rubli (125 mln di euro). Dall’azienda automobilistica russa dichiarano, tramite il proprio sito ufficiale, che il totale degli investimenti nella costruzione e nell’equipaggiamento della fabbrica supera i 320 milioni di dollari.

Serghiei Tselikov, direttore generale di Avtostat, un’agenzia privata che monitora il mercato automobilistico russo, definisce la strategia del Lingotto “un gesto disperato”. Secondo Tselikov, infatti, la Fiat “cerca di riutilizzare il progetto elaborato per Sollers”. E’ inutile negare, quindi, che la sfida dell’azienda italiana appare in partenza decisamente difficile, basti pensare che nel 2010 ha venduto in Russia solo 23.172 auto. Il pessimismo in merito di Serghiei Tselikov è dovuto anche alla presenza nel mercato in questione di concorrenti come la Volkswagen, la Renault-Nissan e la Hyundai-Kia, che “praticano strategie molto aggressive”.

Mauro Sedda