Berlusconi e la campagna animalista: troppo sesso fa male

Silvio Berlusconi è stato recente protagonista di una campagna animalista a favore della sterilizzazione di cani e gatti. La notizia è riportata sul sito della Peta, una nota organizzazione animalista internazionale, non è chiaro se lo stesso Premier ne sia al corrente o meno.

Fatto sta che sul cartellone della campagna pubblicitaria campeggia l’immagine del “playboy Italian Prime Minister”, così come definito sul sito. La parola “playboy” è presto spiegata: “troppo sesso può far male” recita la campagna pubblicitaria “anche a cani  e gatti”, quindi sterilizzateli.

Affiliati tedeschi dell’associazione animalista hanno preso spunto dai guai giudiziari, politici e mediatici del Presidente del Consiglio italiano, per lanciare una campagna a favore della sterilizzazione degli animali domestici. “ci sono moltissimi animali senza casa” continua la pubblicita di forte impronta sociale, chi ha un cane o un gatto quindi lo sterilizzi, in modo che il randagismo non aumenti.

La “People for the ethical treatment” , è una delle associazioni più conosciute a livello globale ed ha ramificazioni, associati e sedi interne in diverse parti del mondo. Sicuramente di stampo fortemente ironico, la campagna, prendendo le mosse dai problemi del Cavaliere e obiettivamente prendendolo un po’ in giro, lo rende paradossalmente protagonista di un’ottima causa,  che dovrebbe essere maggiormente sostenuta anche in Italia.

Le campagne di sterilizzazione e quindi di prevenzione del randagismo vengono periodicamente lanciate da diverse associazioni, ma troppo spesso tutto resta nelle mani di singoli volontari che devono mettere mano al portafoglio personale per fronteggiare le spese d’intervento. Il fenomeno, secondo quanto riportato dalle stesse associazioni ( e dagli stessi volontari), è molto più sviluppato al Sud, dove il problema del randagismo è quantitativamente maggiore.

L’opera di sterilizzazione in Italia è disciplinata dalla legge 281/91 e intergrata dall’ ordinanza Martini “tutela del benessere degli animali d’affezione” che nel 2009 ha ulteriormente incentivato ed anzi obbligato gli enti pubblici competenti a sterilizzare i cani randagi presenti nei canili entro 90 giorni dalla loro entrata in struttura. Secondo un opuscolo diffuso ai tempi dell’ordinanza dal Governo e presente sul sito del Ministero della Salute, i compiti di sterilizzazione rientrerebbero tra quelli del servizio veterinario e delle Asl competenti.

A.S.