Processo Silvio Berlusconi, Pdl-Lega: “Conflitto tra poteri”

I capigruppo di maggioranza parlano di “conflitto tra poteri”. Ci si riferisce al Rubygate e all’imminente processo a Silvio Berlusconi, il cui inizio è previsto per il prossimo 6 aprile.

Fabrizio Cicchitto del Pdl, Marco Reguzzoni della Lega e Luciano Sardelli di Iniziativa responsabile inviano al presidente della Camera, Gianfranco Fini, una lettera in cui invocano al conflitto di attribuzioni fra i poteri dello Stato.

Il presidente della Consulta Ugo De Siervo, intanto, si dice incredulo per le accuse di comunismo, avanzate più volte dal premier Berlusconi stesso.

Il conflitto deve essere sollevato, secondo la maggioranza, per sottolineare “l’assoluta infondatezza ed illogicità dei capi d’imputazione”, ovvero concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby.

Il leader di Fli, Gianfranco Fini, interrogato proprio sulla possibilità di sollevare conflitto tra poteri, ha affermato: “Non ci sono precedenti, comunque non ci sarà conflitto istituzionale tra il mio ruolo di presidente della Camera e il mio ruolo politico. Tutto sarà valutato dall’ufficio di presidenza e dalla giunta per il regolamento. Fli farà ciò che ha fatto fin qui, nella migliore tradizione della destra italiana, perchè ha un tratto distintivo nel tema della legalità, che vuol dire in primo luogo che la legge è uguale per tutti e chi sbaglia paga. Lo vorrei ricordare a qualche amico che ha dimenticato che questa era la posizione di An”.

Duro il punto di vista dell’opposizione, che nella persona del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, fa i “complimenti” alla lettera inviata dalla Lega, perché “domani si vota il federalismo salvaprocessi”.

Dario Franceschini si accoda, dichiarando: “Trovo incredibile che i capigruppo della maggioranza, anziché portare in aula provvedimenti che riguardano gli italiani, siano solerti solo sui provvedimenti che sono fondamentali per bloccare i processi del presidente del Consiglio. Ci si espone al ridicolo di sostenere che si tratta di reato ministeriale, perché il presidente del Consiglio, quando ha fatto la telefonata, era convinto che si trattasse della nipote di Mubarak. Una cosa di fronte alla quale ha riso tutto il mondo. Capitasse ancora a Berlusconi di dover intervenire per la nipote di un capo di Stato straniero, la mandi a prendere da un console o da un rappresentate dei servizi segreti ma non la affidi ad una ragazza che la manda a dormire da una prostituta brasiliana”.

Carmine Della Pia