Yara, criminologo Bruno: Omicidio premeditato di una mente lucida

Nonostante ci sia chi continua a sostenere – e in fondo questa è anche la pista che appare più probabile – che Yara Gambirasio sia stata vittima di un predatore sessuale, c’è anche chi interpreta il giallo di Brembate in una prospettiva diversa.

La tredicenne bergamasca, il cui cadavere è stato rinvenuto sabato scorso dopo tre mesi dalla sera in cui scomparve, potrebbe essere stata uccisa da una mente lucida, da qualcuno che aveva intenzione di compiere ciò che poi ha davvero fatto. Quindi non un tentativo di approccio sessuale finito male, ma la realizzazione di un piano già studiato.

Uno dei fautori di questa ipotesi è Francesco Bruno, noto criminologo e docente di Psicopatologia forense e criminologia all’università La Sapienza di Roma, che già mesi fa si era espresso sul caso sostenendo che le possibilità di ritrovare la ragazzina viva fossero davvero ridotte.

Oggi Bruno è tornato a commentare il caso alla luce dei nuovi sviluppi e soprattutto dopo che si è avuta la conferma ufficiale che Yara è morta, probabilmente già poco dopo la scomparsa.

Il criminologo si è espresso così: «[La ragazza] è stata uccisa subito, nel giro di mezz’ora dal rapimento. Probabilmente da parecchio tempo Yara era lì dove è stata trovata».

L’esperto, dunque, non sarebbe d’accordo con chi ritiene che il cadavere di Yara possa essere stato trasportato nel campo di Chignolo d’Isola, soltanto di recente. Bruno continua la sua analisi: «Non è stato un serial killer o un ‘mostro’, non mi sembra un omicidio passionale: è un omicidio volontario premeditato di qualche sicario che ha fatto egregiamente il proprio mestiere, peraltro facile. L’hanno uccisa e basta».

Quindi Yara sarebbe stata uccisa per punire qualcuno. Forse una ritorsione. E’ lo stesso esperto a paventare questa ipotesi che, tuttavia, sembra essere stata esclusa dagli inquirenti che si stanno occupando del caso: «Anche l’elemento del coltello è importante – prosegue il criminologo – perchè potrebbe essere stato usato per depistare le indagini. Di solito, ad esempio, il crimine organizzato non uccide una ragazzina, oppure lo fa cercando di far attribuire la colpa ad altri e così è possibile che sia stato usato il coltello in modo depistante. Di sicuro, però, è stato usato per uccidere. La ragazza si è difesa ed è stata accoltellata nella schiena perchè cercava di fuggire».

Per Bruno, il cadavere era nel campo da tanto tempo ma «è probabile che sia stato fatto in qualche modo ritrovare proprio dai rapitori che l’hanno uccisa. Ci sono state molte iniziative della famiglia in questo senso».

A cosa avrà fatto riferimento il criminologo con queste ultime parole? All’appello fatto dai genitori nel mese di dicembre?

Quale il motivo di questa sorta di pietas nel far ritrovare un cadavere dopo così tanto tempo, con il rischio di facilitare le indagini degli inquirenti?

Questi ultimi dettagli non sembrano ancora essere chiari: se nell’omicidio di Yara è entrata in gioco soltanto la volontà di farla fuori, per quale motivo si è dato di nuovo lustro alla sua scomparsa mostrandola morta all’Italia intera?

S. O.