Yara: nel Dna di alcuni molestatori il colpevole dell’omicidio?

Il delitto di Yara Gambirasio continua a far discutere esperti e curiosi.

In attesa del responso dei medici legali che si stanno occupando dell‘esame autoptico, si continuano ad avanzare ipotesi su chi e perché abbia potuto compiere quel che ha fatto alla tredicenne di Brembate di Sopra, probabilmente la stessa sera in cui lei scomparve.

Un gesto lucido e premeditato? Una reazione violenta a una resistenza inaspettata? Tra le mani di Yara è stato ritrovato un ciuffo d’erba.

Ma le domande non finiscono qui: bisogna cercare un predatore sessuale che agisce spinto soltanto dalle sue inarrestabili pulsioni deviate oppure bisogna guardare più a fondo, iniziando a vagliare la possibilità che la ginnasta bergamasca non sia stata una vittima qualunque, ma fosse stata prescelta – da chi e perché non lo si può ancora saperlo – per compiere un rituale esoterico.Yara come sacrificio da immolare su quale altare?

Della tristezza, sicuramente.

Il dolore dei compaesani dell’adolescente è ancora vivo e lo rimarrà ancora per molto, ma quello non è il solo sentimento che unisce le anime di Brembate: c’è anche la paura.

Il timore di sapere che l’incubo possa vivere proprio tra quelle case, camminare indisturbato, come se niente fosse accaduto, per le strade del paese. E ci si chiede: potrebbe colpire ancora?

Dagli ambienti investigativi, intanto, è trapelata l’indiscrezione secondo cui la volontà è quella di prelevare il Dna di circa dieci persone che in passato hanno avuto a che fare con casi di violenze sessuali o comunque si sono resi protagonisti di molestie a sfondo erotico. La speranza è quella di poter incrociare i dati con possibili elementi ricavati dal cadavere: l’omicida potrebbe aver lasciato qualche indizio.

Per chi, invece, pensa che dietro alla tragedia non ci sia soltanto uno squilibrato, ma una setta, beh, l’idea è quella secondo cui l’autore dell’orripilante rituale di firme ne abbia lasciate fin troppe.

Simone Olivelli