Febbraio in ripresa per la produzione industriale

Produzione industriale in ripresa a febbraio secondo i dati del Centro Studi Confindustria, dai quali si evince che lo scorso mese si è registrato un aumento dello 0,3% rispetto a gennaio, mese nel quale si era visto un incremento dello 0,7% su dicembre 2010. L’aumento di gennaio, si legge in una nota di Confindustria, è stato rivisto al rialzo dal +0,5% stimato precedentemente grazie ai dati forniti a consuntivo dalle aziende.

Il livello di attività rimane, comunque, inferiore del 16,7% rispetto al picco registrato nell’aprile 2008, nonostante il recupero del 12,3% riscontrato dai minimi del mese di marzo 2009.

La produzione media giornaliera è cresciuta in febbraio del 4,3% rispetto all’anno precedente. A gennaio l’incremento annuo era stato del 4,4%.

Le aziende che lavorano su commessa registrano in febbraio un incremento del volume degli ordini dell’1,2% su gennaio e del 3,4% su febbraio 2010. A gennaio l’aumento era stato del 2,6% su dicembre e del 4,7% su base annua.

L’attività industriale nel primo trimestre del 2011 ha raggiunto una crescita congiunturale acquisita dell’1,5%, dopo il -0,2% del quarto trimestre del 2010, dato negativo che aveva interrotto un recupero in corso da cinque trimestri consecutivi.

In febbraio i dati sul manifatturiero sono previsti in ulteriore aumento. Dalle indagini Istat i giudizi sugli ordini sono migliorati, con un saldo da -19 a -18, soprattutto per quelli provenienti dall’estero, con un saldo da -16 a -11, e sono rimaste elevate le stime attese sia per la produzione, sia per gli ordini.

Particolarmente positive le indicazioni provenienti dall’indice Pmi, che registra una forte crescita degli ordini totali, da 57,6 a 59,7, grazie ai massimi storici rilevati per quelli esteri (da 58,8 a 62,5), soprattutto in Eurolandia, un netto calo delle scorte e una produzione in aumento al ritmo più sostenuto da 14 anni a questa parte. Il Pmi complessivo è salito a 59, il massimo degli ultimi undici anni.

Da Confindustria fanno notare che su questo quadro in miglioramento incideranno senza dubbio i forti rincari del petrolio di questi giorni.

Marco Notari