Libia: guerra a Brega, rivoltosi respingono attacco Gheddafi

2 marzo. La Libia è in guerra con sé stessa. Le forze fedeli al governo hanno bombardato la stazione petrolifera di Marsa al Brega, a 200 km da Bengasi. I rivoltosi hanno però fatto sapere che l’attacco di Gheddafi è fallito. La città sarebbe quindi ancora in mano agli anti-governativi, che ormai sembrano organizzati in veri e proprio eserciti strutturati. Lui, il leader libico, ha tuonato nuovamente in tv “il potere è in mano al popolo” ha detto, un popolo che è però sotto i bombardamenti dei governativi.

“Non siamo un regime presidenziale, il nostro sistema è diverso, tutto il potere è nelle mani dei comitati popolari. Sfido chiunque a dire il contrario”. La condanna del mondo occidentale è stata però piuttosto unanime e da un po’ di tempo  è stata paventata anche l’ipotesi dell’esilio.

Dalla Libia si fa sentire anche la voce della rivolta. Mustafa Gheriani, della coalizione 17 febbraio ha spiegato che nella notteHanno tentato di prendere Brega questa mattina, ma hanno fallito. E’ di nuovo nelle mani dei rivoluzionari. Sta tentando di creare ogni sorta di guerra psicologica per tenere queste città al limite” . “Probabilmente – ha spiegato ancora Gheriani all’agenzia Reuters – ci apprestiamo a chiedere aiuto all’estero, probabilmente attacchi aerei in obiettivi strategici che metteranno i chiodi sulla sua bara”. Il portavoce dei ribelli potrebbe far riferimento alle navi da guerra USA attualmente in viaggio con destinazione le coste libiche. Due grosse portaelicotteri.

Gli USA hanno però specificato che a livello NATO, non sussiste il consenso all’uso della forza ed è quindi per ora improbabile un intervento militare statunitense, nonostante i quasi duemila marines imbarcati sulle due navi da guerra, che potrebbero invece avere funzioni prettamente umanitarie. Obama inoltre non avrebbe ancora indicato una strategia precisa.

In mattinata Al Jazeera ha riportato di esplosioni avvenute nella città di  Ajdabiyah, una città definita da Gheriani “essenzialmente stabile”, spiegando che proprio lì,  il popolo si starebbe riunendo per affrontare un eventuale attacco in massa, cosa per ora non è avvenuta.

A.S.