Cgil, Camusso: “Sciopero generale il 6 maggio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:34

Alla fine l’annuncio è arrivato. Si terrà il prossimo 6 maggio lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro l’attacco ai diritti dei lavoratori e contro l’assenza di politiche di sostegno all’economia da parte del governo. A renderlo noto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, intervenuta all’attivo dei delegati di Modena.

Lo sciopero generale, affiancato da varie manifestazioni territoriali, sarà di 4 ore per tutte le categorie, fatta eccezione per i lavoratori pubblici che invece saranno in sciopero per l’intera giornata.

“La Cgil deve essere quel filo per cui la nostra mobilitazione tiene aperta la speranza – ha dichiarato la Camusso – ogni volta che l’allarghiamo abbiamo rotto un pezzetto di quell’individualismo. Un’organizzazione come la nostra deve immaginare la sua mobilitazione in un tempo lungo. Ma anche in un tempo che è ogni giorno, nel rapporto su cosa può succedere col governo, sulla campagna sulla democrazia, nell’idea che sui valori della costituzione, della democrazia, della scuola chiamiamo altri insieme a noi. Non conosco nessun altro modo per farlo che andare giorno per giorno a fare assemblee e ricostruire la motivazione, provare a discutere anche con chi è iscritto a Cisl e Uil. Per questo serve una straordinaria campagna di assemblee nei luoghi di lavoro in vista dello sciopero generale che sarà il 6 maggio”.

“Il collante del centrodestra è la paura – ha sottolineato la sindacalista – e lo ha dimostrato anche con l’atteggiamento sulla questione della Libia. Il governo sta montando una nuova operazione paura sulla Libia: dice che potremmo venire invasi da centinaia di migliaia di profughi. Di fronte a una tragedia, invece di avere il coraggio di dire che siamo di fronte a crimini contro l’umanità, che si sta perpetrando un genocidio, sta utilizzando quell’argomento per dire che siamo di fronte all’emergenza immigrazione. Cosa ci può essere di meglio per la campagna elettorale per le amministrative? Se arriveranno i profughi ci sarà l’emergenza, se non arriveranno diranno che sono stati bravi a non farli arrivare. La paura del nemico è il collante che tiene insieme il blocco del centrodestra”.

Raffaele Emiliano

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