Gemelline, testimone: Un “Professore” ha dato falsi documenti a Schepp

Nelle indagini sulla scomparsa delle gemelline svizzere, Alessia e Livia, a tenere banco in queste ultime ore è una nuova testimonianza proveniente da Sanremo e resa nota ieri sera nel corso della puntata settimanale del programma televisivo Chi l’ha visto?, condotto da Federica Sciarelli.

Questa volta però non si tratta di qualcuno che asserisce di aver visto le due sorelline di cui non si sa nulla da più di un mese quando dopo essere state prelevate dalla casa della madre, Irina Lucidi, dal loro papà, l’ingegnere svizzero Matthias Schepp, con l’intento di passare un fine settimana insieme così come previsto, non hanno più fatto ritorno a casa.

Schepp si è poi suicidato a Cerignola, una località in provincia di Foggia, dopo aver compiuto un viaggio che dalla Svizzera l’ha portato fino in Corsica e poi successivamente in Italia, dopo essere comunque ripassato dalla Francia.

Il percorso compiuto da Schepp tra la fine del mese di gennaio e l’inizio di febbraio è stato ricco di elementi che hanno sempre fatto pensare al fatto che quella dell’uomo fosse stata non una fuga irrazionale, ma la realizzazione di un piano ben preciso, dove ogni cosa aveva una propria logica: un viaggio nei luoghi che gli ricordavano i periodi lieti passati con la moglie, ma forse anche un modo per depistare le indagini. Perché, nonostante egli l’abbia scritto in alcune lettere inviate alla moglie, molti non credono al fatto che Schepp abbia ucciso le figlie a cui era tanto legato.

Gli stessi sospettano che abbia potuto affidarle a qualcuno, pur di sottrarle alla moglie, ritenuta responsabile della distruzione della propria famiglia.

A rafforzare questa ipotesi arrivano le parole di una donna di Sanremo che ha raccontato di aver visto, nei giorni in cui era in corso il Festival di Sanremo, due uomini intenti a commentare il giallo delle gemelline come se conoscessero dei dettagli sconosciuti a tutti coloro che seguono il caso tramite i media.

I due si sarebbero stupiti della tragica morte di Schepp, in quanto l’uomo avrebbe realizzato il proprio desiderio di allontanare le bambine, grazie anche all’uso di documenti falsi. Per ottenere i nuovi certificati circa le nuove identità delle bimbe, avrebbe fatto ricorso a un misterioso personaggio conosciuto come “O professore“.

Questo il racconto della donna:

«Era orientativamente intorno alle 14:30/15, per i miei spostamenti poteva trattarsi di quell’orario. Seduti dietro di me, c’erano due signori sulla cinquantina, uno più corpulento dell’altro, con uno spiccato accento meridionale, stavano parlando tra di loro. Erano sicuramente lì per il Festival, perché stavano parlando dei biglietti della sera dopo, per quello che ritengo fosse più lunedì che domenica. Essendoci uno schermo televisivo di fronte a queste due persone, è iniziata una trasmissione che non so dirvi quale fosse e, nel mentre, stavano appunto parlando del caso delle due gemelline. Hanno commentato il motivo per cui il padre si fosse suicidato dopo essersi fatto preparare dei documenti da un certo Professore. Hanno fatto intuire che questo Professore abitasse proprio nella zona limitrofa di Cerignola. Parlavano come fosse persona conosciuta da loro o, comunque sia, una persona nota.

Parlavano di questi documenti falsi, parlavano di un “visto” e hanno nominato il Canada e, successivamente, le Antille francesi. Poi han detto per le bambine, lui e lei. Hanno anche commentato i documenti di una donna, perché la battuta precisa è stata “poteva anche cercarsi qualcosa di meglio”, forse per l’età o per l’aspetto fisico. Hanno poi detto che una bambina era 3-4 cm più piccola dell’altra, nonostante fossero gemelle e hanno aggiunto “ci sta che ci passa un anno tra le due, perché una è più picciridda dell’altra».

S. O.