Romanzo inedito di Patrick White a cent’anni dalla sua nascita

Patrick White, scrittore, drammaturgo e saggista di origine australiana, uno degli artisti di riferimento del ventesimo secolo, continua a riservare sorprese, anche a 21 anni dalla sua morte. L’artista, Premio Nobel nel 1973 per la sua “epica e psicologica arte narrativa che ha introdotto un nuovo continente nella letteratura”, ha lasciato, alla sua scomparsa, numerosi manoscritti inediti. Tra questi, un romanzo incompiuto, The Hanging Garden (Il giardino dei ricordi), che sarà pubblicato nel 2012, in occasione del centenario della nascita dell’autore di Valle felice e L’occhio dell’uragano.
Nonostante l’ordine dello stesso White di distruggere tutte le sue opere all’indomani della sua morte, il suo esecutore testamentario, Barbara Mobbs, ha deciso di non tenere conto di queste istruzioni, consegnando alle stampe il prezioso volume, scovato nella pila di carte che lo scrittore, famoso per il costante utilizzo della tecnica del flusso di coscienza, aveva lasciato nella sua casa di Sydney, al momento del suo decesso, il 30 settembre 1990. Per quasi vent’anni, la Mobbs si è tormentata se distruggere o meno quei documenti fino a quando, l’anno scorso, si è convinta sul da farsi, pubblicando il romanzo che testimonia, ancora una volta, la grandezza del suo autore.

Valentina De Simone