Salma Mike Bongiorno: due pregiudicati chiedono riscatto alla famiglia


Due pregiudicati hanno chiesto denaro ai Bongiorno per il riscatto della salma di Mike.

I carabinieri hanno fermato due milanesi, con precedenti per spaccio di droga e rapina, mentre, da una cabina del centro, telefonavano alla famiglia del presentatore scomparso nel 2009.

Nella notte tra il 24 e 25 gennaio, ignoti avevano rotto la lapide della tomba di famiglia per appropriarsi della salma di Mike, da allora, fino a questa mattina, non si sapeva nulla dei balordi, se non che l’operazione doveva essere stata premeditata e organizzata da più persone.

Erano alla quarta telefonata i due milanesi che hanno tentato di estorcere denaro alla famiglia, in apprensione da più di un mese per il furto.

La soluzione potrebbe essere vicina, ma gli inquirenti preferiscono non sbilanciarsi. Indicati, inizialmente, come due sciacalli estranei ai fatti e in cerca di denaro facile da estorcere, sembra che vi sia la possibilità di risalire all’intera banda autrice del colpo.

Il procuratore capo di Verbania, Giulia Perrotti, spiega: “Allo stato attuale, l’unica cosa che si può dire è che i due sono in stato di fermo per avere tentato di estorcere del denaro alla famiglia di Bongiorno”.

L’indagine, per ora, prosegue per capire come i due possano essere coinvolti nel furto.

Il colpo messo a segno ai danni del presentatore, e, soprattutto, della famiglia, sconvolta per l’accaduto, sarebbe stato opera di più persone. Inizialmente si pensava a frequentatori abituali del piccolo cimitero di Dagnente, Arona, per l’accuratezza stessa impiegata nel trapanare la lapide e prelevare la salma del presentatore. Le telecamere a circuito chiuso, inoltre, avevano i fili staccati, ma il custode aveva prontamente dichiarato che quelle erano malfunzionanti da tempo.

I Ris di Parma dichiararono, inoltre, che la banda sapeva bene come lavorare e agire indisturbata. Dalla famiglia, finora, non giungono dichiarazioni sui due estorsori, ma più volte avevano ribadito la posizione in merito: “Non pagheremo alcun riscatto”.

foto: ANSA / ETTORE FERRARI / FRR-PAL

Carmine Della Pia