Stop all’Election Day, Di Pietro: “Governo ladro ha paura degli elettori”

Un governo “truffaldino e anche un po’ ladro”, che “mandando gli elettori a votare una settimana dopo l’altra invece di concentrare tutto nella stessa data spende il doppio dei soldi. Soldi non suoi ma nostri, dei cittadini italiani. E tutto questo solo nella speranza di impedire che venga raggiunto il quorum sui tre temi fondamentali come l’acqua pubblica, il nucleare e il legittimo impedimento. Cioè il contrario di quello che un governo avrebbe il dovere costituzionale di fare”. Sono durissimi i toni usati dal leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro per commentare la scelta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di non accorpare in un solo giorno i referendum con il secondo turno delle amministrative.

“Finalmente – scrive Di Pietro sul suo blog personale – tutta l’opposizione si è decisa a protestare per questo ennesimo atto di arroganza: almeno Maroni avrà tutti gli occhi addosso mentre butta nella spazzatura 300 milioni di euro, oltretutto per venire meno al suo dovere democratico, che sarebbe quello di facilitare la partecipazione alle competizioni elettorali e non di ostacolarla”.

“E’ molto importante – aggiunge l’ex pm – che a protestare non siamo solo noi dell’Idv. L’Italia dei Valori ha raccolto le firme per i referendum, ma ora che l’obiettivo è stato raggiuto quei referendum non sono più dell’Italia dei Valori. Noi li abbiamo indetti ma non per farli essere una cosa nostra: per metterli a disposizione del Paese. Oggi i referendum sono di tutti i cittadini che vogliono fermare Berlusconi prima che sia tardi”.

“Credo che dobbiamo stare tutti molto, molto attenti. Berlusconi e la sua cricca di affaristi non sono affatto sul punto di sloggiare da palazzo Chigi. Proprio come l’amico Gheddafi, anche se per fortuna con altri mezzi, il caimano ha lanciato la sua controffensiva su tutti i fronti, con l’obiettivo di cancellare quel che più teme: la magistratura indipendente e la libera informazione. Se riuscirà a restare al potere abbastanza tempo per farcela – avverte il numero uno dell’Idv – pensa di potercela poi fare anche a rivincere le elezioni e a cancellare anche quel che resta della democrazia repubblicana. Per questo bisogna fermarlo subito. Non tra uno o due anni ma adesso”.

“I referendum sono l’arma per riuscirci. Il quesito sul legittimo impedimento si traduce in una domanda semplice semplice, che tutti possono capire: volete che quest’uomo resti al potere e vi malgoverni ancora o no? Se la maggioranza dirà di no, tutte la manovre che Berlusconi sta preparando si sgonfieranno in un secondo. I quattro referendum possono cambiare il volto dell’Italia. Per questo – conclude Di Pietro – è importantissimo che per il successo del referendum lavoriamo tutti. Non solo i militanti dell’Idv, e neppure solo quelli del centrosinistra ma tutti quegli italiani che vogliono dire basta. Di qui a pochi mesi potranno farlo, andando a votare invece che andando al mare come vorrebbero Berlusconi e Maroni”.

Raffaele Emiliano