Fao, riduzione delle scorte alimentari dietro l’angolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:58

Senza battute d’arresto l’impennata dei prezzi alimentari.

A febbraio si è toccato un nuovo record storico, con l’indice Fao, costruito su un paniere composto da prodotti primari come grano, riso, carne, prodotti caseari e zucchero, che balza a 236 punti dai 231 di gennaio, facendo registrare così un +2,2% rispetto al mese precedente.

La notizia è stata diramata dalla stessa Fao sul proprio sito web.

Si tratta del picco più alto dal 1990, anno in cui la Fao ha cominciato a rilevare l’indice, e dell’ottavo rialzo consecutivo. E le stime attese non lasciano bene sperare per i prossimi mesi. Per l’organizzazione internazionale, infatti, attraverso le parole di David Hallam, direttore della Divisione Commercio e Mercati, “l’improvviso picco del prezzo del petrolio potrebbe esacerbare ulteriormente la situazione già molto precaria dei mercati alimentari”. “Questo aggiunge ulteriore incertezza sull’andamento dei prezzi, proprio quando sta per avere inizio la semina in alcune delle principali regioni produttrici”.

Nello specifico, l’indice dei prezzi cerealicoli, il gruppo dei prezzi delle principali colture di base come grano, riso e mais, è aumentato del 3,7% a febbraio, arrivando a 254 punti, il livello più alto dal luglio 2008. L’Indice dei prezzi latteo-caseari ha fatto registrare nel mese scorso 230 punti, un incremento del 4% da gennaio, ma ancora al di sotto del picco raggiunto nel novembre 2007. L’Indice dei prezzi di grassi ed oli è salito a 279 punti, un livello appena al di sotto del picco registrato nel giugno 2008. L’Indice dei prezzi della carne ha raggiunto una media di 169 punti, in rialzo del 2% rispetto al mese di gennaio. L’Indice dei prezzi dello zucchero, viceversa, ha fatto rilevare nello stesso periodo una media di 418 punti, poco al di sotto del mese precedente ma +16% rispetto a febbraio 2010.

In tale scenario, la Fao prevede un assottigliamento del mercato cerealicolo mondiale, conseguente ad uno sbilanciamento fra domanda ed offerta. La crescente domanda di cereali, infatti, verrà scarsamente compensata dalla scarsa produzione del 2010, portando ad una drastica riduzione delle scorte mondiali.

Marco Notari

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!