Forlì, aereo fuori pista: trasportava un cuore. Trovato altro donatore

Il mezzo doveva prendere il volo con un intento ben preciso: salvare una vita umana. E invece rischiava quasi di mettere la parola fine alle esistenze di tre individui.

Questo è il sunto di una storia, conclusasi tuttavia con un lieto fine, ma che avrebbe potuto avere tutt’altro epilogo. Un’altalena di emozioni che ha tenuto con il fiato sospeso più di una persona, in bilico tra la morte e la vita.

Era la sera del primo marzo quando una delegazione del reparto di cardiochirurgica dell’ospedale Le Molinette di Torino si è messa su un aereo in partenza dallo scalo torinese di Caselle con l’obiettivo di raggiungere prima possibile l’aerostazione di Forlì. Il motivo era semplice: i medici a bordo dovevano raggiungere l’ospedale di Cesena per ricevere in consegna il cuore di una donatrice, morta per emorragia cerebrale, che sarebbe stato trapiantato su un paziente torinese.

Giunti nell’aeroporto romagnolo e compiute le operazioni di prelevamento del prezioso organo, l’equipe si apprestava a ripartire in direzione del capoluogo torinese, quando a causa del cattivo tempo l’aereo nella fase di decollo esce di pista.

L’incidente non procura seri danni all’incolumità dei tre componenti a bordo (il pilota, il copilota e un’infermiera, ndr) però fa sì che il cuore venga danneggiato e reso dunque inutilizzabile.

Tuttavia, grazie anche a un allarme nazionale lanciato dall’ospedale torinese, si è riusciti a rintracciare un altro donatore così da poter comunque intervenire sul paziente torinese, che per qualche ora ha temuto di dover vedere sfumare la possibilità di avere un cuore nuovo.

Per la cronaca, il trapianto dell’organo è stato compiuto nella notte tra giovedì e venerdì scorso presso il nosocomio torinese.

S. O.