Giustizia: il giallo della prescrizione breve

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:44

4 marzo. “è fatta apposta per le esigenze del premier” ha tuonato l’opposizione immediatamente dopo che la notizia era stata diffusa. L’Ansa ieri  avrebbe anticipato il testo di una presunta proposta del governo, che ridurrebbe in modo a dir poco drastico i tempi della prescrizione per individui incensurati over 65 e il pensiero corre subito al Presidente del Consiglio, che ha in essere ben quattro processi.

Lui però è sorpreso e sbotta:  “non ne so nulla”. Chi invece ne è a conoscenza,  è Niccolò Ghedini, avvocato e consigliere di Berlusconi, che si esprime in modo totalmente contrario alla proposta “va subito ritirata – dice, perchè potrebbe – offrire strumentali polemiche in particolare per ciò che riguarda la prescrizione”.Polemiche o no, l’opposizione non ci ha pensato due volte per additare il testo come una sorta di scudo fatto appositamente per proteggere Berlusconi.

La proposta non è arrivata però dal governo, che “non la sosterrà”, ha spiegato il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Pare infatti sia stata un’iniziativa “personale” dell’on. Luigi Vitali o comunque non concordata con la Consulta Giustizia del Pdl. Lo stesso Vitali  avrebbe poi precisato  che la norma dovrà essere riscritta, spiegando però che il testo prevedeva delle norme per “deflazionare il carico giudiziario”, e che non c’entravano praticamente nulla i processi attualmente a carico del Premier. Intanto però le voci si erano accavallate. Una di queste dava la proposta inserita nella tanto attesa quanto discussa Riforma della Giustizia. Voce in ogni caso smentita sia da Alfano che da Ghedini.

Breve è anche il processo, o meglio il ddl sul tema già approvato in Senato e che andrà in commissione giustizia a Montecitorio il 14 marzo, termine ultimo per presentare gli emendamenti al suddetto. La parte della riforma inerente al processo breve è al centro di  alcune discussioni anche all’interno della stessa maggioranza, più che altro sui tempi di approvazione, una maggioranza che appare però unita sui  punti fondamentali del ddl.

A.S.

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