Libia: spari a Tripoli, 50 morti ad al-Zawiyah

4 marzo. Le forze di sicurezza libiche del colonnello Gheddafi avrebbero sparato gas lacrimogeni e colpi d’arma da fuoco sulla folla riunita a Tripoli per la preghiera del venerdì’. Ad annunciarlo è stata l’emittente araba Al Jazeera, alla quale un testimone avrebbe anche riferito che ad Al Zawiyah, sarebbe “in corso una strage”. Gli scontro tra i fedeli di Gheddafi e i rivoltosi avrebbero provocato più di 50 morti e almeno 200 feriti. “Subito dopo la preghiera del venerdì manifestanti sono scesi in strada contro il regime e le brigate fedeli a Gheddafi hanno aperto il fuoco contro di loro”

La battaglia più grossa sembra però essere altrove e precisamente intorno ai terminal petroliferi di Marsa al Brega, dove i manifestanti avrebbero respinto un nuovo raid aereo da parte dei pro-Gheddafi.

Tripoli comunque rimane, per ora, la roccaforte di Gheddafi, una città dove sembra filare tutto liscio, dove la rivolta non c’è, ma le notizie dei  bombardamenti dei soldati fedeli a Gheddafi vengono quotidianamente riportate da testimoni e giornalisti, così come le azioni dei rivoltosi. Questi ultimi avrebbero ormai preso il controllo di una buona parte del paese.

Ieri Obama è intervenuto nella questione libica, prendendo una posizione piuttosto netta “Gheddafi deve andare via”, ma la risposta  del colonnello, che di suo continua a dire di non avere alcun potere, è consistita in altri bombardamenti nei pressi Brega.

Non è nemmeno escluso un intervento militare da parte USA, che ha piazzato tre navi da guerra nei pressi delle coste libiche, anche se pare, per ora solo con intenti umanitari. Non c’è  nemmeno (ancora) il permesso Nato di usare la forza, quindi  ad oggi non sarebbe plausibile una “no fly zone”, ad esempio per evitare i bombardamenti aerei. La pressione internazionale quindi cresce e a quanto pare anche la determinazione dei ribelli ad andare fino in fondo.

A.S.