Rosy Bindi: “Il premier si occupa dei suoi interessi, non del paese”

Rosy Bindi spara a zero sull’operato del governo, e in particolare sul premier Berlusconi e la decisione di non accorpare la data delle elezioni amministrative con i quesiti referendari che dovrebbero esserci il 12 giugno.

Ci risiamo, ancora una volta gli interessi suoi vengono prima di quelli del Paese. Che la decisione del Consiglio dei Ministri di ieri di affossare l’election day separando la data del voto amministrativo da quello sui referendum derivi dal timore che stavolta possano raggiungere il quorum, è fuori di dubbio. Tra i quattro quesiti c’è quello sul legittimo impedimento che tocca direttamente Silvio Berlusconi”.

Dal momento che ancora non ha preso una decisione, ricordo a Maroni che c’è una mozione presentata dall’opposizione che chiede di accorpare le due date ed è buona norma istituzionale, in caso di referendum, nonignorare l’opinione delle opposizioni. La data dei referendum è sempre stata assunta in maniera bipartisan, il ministro può ancora dare prova di rispetto delle regole democratiche”.

La Bindi rivolge un appello direttamente al ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna: Le propongo di pronunciarsi per l’election day e di usare quei 350 milioni che si risparmierebbero per costruire asili nido e attuare politiche per le donne”.
Il Pd e l’Italia dei Valori parlano di un spreco che supera i 300 milioni di euro di denaro pubblico “solo per paura che sul legittimo impedimento venga raggiunto il quorum”.

Matteo Oliviero