Soldi alle scuole private: a Bologna diventa un quesito referendario

Nel capoluogo emiliano la contrapposizione sorta sui finanziamenti del Comune alle scuole dell’infanzia paritarie e private diventerà un requisito referendario.

L’idea è stata di un comitato di genitori che attraverso un quesito referendario specifico vorrebbe escludere tra i destinatari dei fondi comunali destinati all’istruzione le scuole paritarie e private.

L’amministrazione comunale di Bologna ha introdotto, di recente, una tassa di iscrizione alle scuole materne, con la quale prevede di incassare 600 mila euro. Per Maurizio Cecconi della Rete Laica, una delle associazioni del Comitato art. 33 che ha lanciato l’idea del referendum, “si tratta di una tassa messa pur di non tagliare i finanziamenti alle scuole private”, aggiungendo, con precise allusioni all’attuale commissariamento del Comune, che “è stata una scelta politica”.

Dal 1995 l’amministrazione del capoluogo emiliano stanzia, attraverso convenzione, fondi pubblici per le materne paritarie private sotto forma di contributo per le loro spese di funzionamento. Nel 2009 sono state sovvenzionate 73 sezioni, che hanno ottenuto contributi anche dalla Regione Emilia-Romagna e dal ministero dell’Istruzione, per un totale di 2.290 mila euro. Sandra Soster della Flc-Cgil ha fatto presente che nella scuola dell’infanzia pubblica ogni sezione costa al massimo 100 mila euro l’anno, sottolineando che “con i soldi destinati dal Comune alle private, si potrebbero quindi sostenere 10-12 sezioni pubbliche”.

Le firme necessarie per il referendum comunale sono state presentate due giorni fa. Ne sono state consegnate 330 anche se ne sarebbero bastate 220. Fra un mese, se il quesito sarà giudicato ammissibile, partirà la raccolta firme che durerà tre mesi. Ne servono 9000, ma il Comitato, secondo gli organizzatori, punta a un numero di gran lunga superiore.

Il Comune, entro 30 giorni, dovrà convocare il Comitato dei garanti, cinque giuristi di nomina del Consiglio comunale, che decideranno sul referendum.

A breve il Comitato aprirà una discussione in città attraverso manifesti con lo slogan ‘La parola ai cittadini’, e attraverso internet, sul sito referendum.articolo33.org. Prevista anche un’assemblea pubblica per spiegare le ragioni del ‘no’ ai fondi alle private.

“Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato” (Art. 33 Cost. terzo comma) il motto dei promotori del referendum.

Marco Notari