Yara: su Facebook un’amica dichiara di conoscere l’assassino

Il ruolo di Facebook nella vita delle persone sembra essere sempre più invasivo: amori che nascono, richieste di amicizia capaci di scatenare folli gelosie, solitudini condivise e forse anche le confessioni utili per risolvere un delitto. O almeno contribuire a farlo.

Il giallo di Brembate di Sopra che ha visto la morte della tredicenne Yara Gambirasio, ritrovata in un campo abbandonato a Chignolo d’Isola, località distante circa dieci chilometri da quella palestra da cui è stata vista uscire per l’ultima volta la ragazzina, la sera dello scorso 26 novembre, quando fuori c’era freddo e da poco erano passate le 18,30, sembra essere ancora lontano da una soluzione, eppure la sensazione è che si stia facendo qualche passo avanti.

Se le indiscrezioni provenienti dagli ambienti vicini agli investigatori appaiono a volte reciprocamente contraddittorie, è dall’universo che ruota attorno ai protagonisti di questa triste vicenda che arrivano stimoli sempre nuovi con l’effetto di ravvivare l’interesse di chi segue il caso e magari anche contribuire a risolverlo.

Nelle ultime ore a tenere banco è la notizia delle presunte rivelazioni fatte da una coetanea di Yara, una compagna di palestra con cui la vittima ha condiviso, fino a quella tragica sera di fine novembre, sogni, aspirazioni ed emozioni di una ragazzina che ha ancora tutto da chiedere alla vita.

Qualora gli accertamenti operati dalla polizia postale, e in seguito dagli inquirenti che si occupano del delitto di Brembate, dovessero appurare un reale coinvolgimento, nel ruolo di possibile testimone, dell’amica di Yara, tutto ciò sarebbe un esempio, al giorno d’oggi, di come il reale e il virtuale si influenzino al punto che un delitto agghiacciante nella sue cruenta materialità, potrebbe trovare la sua chiave di volta in alcune parole digitate su una tastiera.

In maniera più o meno consapevole non importa. Le emozioni sulla strada e dietro il monitor, mai prima d’ora sembrano essere così simili.

S. O.