Yara, il poliziotto che indagò sul Mostro di Firenze: Non escludo pista esoterica

Nonostante siano state spesso bollate come farneticazioni o come precise scelte editoriali che mal celerebbero l’intento di speculare su una vicenda drammatica, quale la morte violenta e misteriosa di una ragazzina di appena tredici anni, le ipotesi riguardanti una possibile matrice esoterica nel giallo di Brembate fanno comunque discutere.

Tanti sono i coni d’ombra che caratterizzano prima la scomparsa e poi l’omicidio di Yara Gambirasio.

Per quanto si voglia negare, prima di tutto a se stessi, la possibilità che una ragazzina ancora nel pieno della proprio candore di quasi bambina possa essere stata presa di mira da personaggi obliqui, pericolosi, dagli intenti deviati, sono diversi gli elementi che saltano agli occhi a chi queste tematiche le ha affrontate.

Numeri, coincidenze, contraddizioni, elementi che – se nelle prossime settimane otterranno un riscontro dai risultati definitivi degli esami autoptici – potrebbero davvero spalancare le porte di questa triste storia sul mondo dell’occulto.

Qualche giorno fa, avevamo provato ad anticipare la possibile interpretazione in chiave esoterica del delitto, cercando di far emergere alcune delle apparenti stranezze che hanno caratterizzato questo giallo fin dai suoi inizi, oggi, invece, arrivano le parole di un uomo che ha affrontato il problema nel suo recente passato: parliamo di Michele Giuttari, l’investigatore che indagò a fondo su una pagina colma di mistero della nostra storia, ovvero quella riguardante i delitti del cosiddetto Mostro di Firenze.

Quella scia di sangue spesso confinata nel territorio della perversione di alcuni individui instabili, per molti potrebbe avere avuto una radice molto più profonda, fin dentro ai piani alti della società, attingendo direttamente dagli ambienti legati ai settori deviati della massoneria e all’esoterismo.

Per Giuttari nel giallo di Brembate ci sono «punti interrogativi sul luogo esatto del delitto perché secondo alcune indiscrezioni non ci sarebbe una corrispondenza tra le ferite alla schiena di Yara e i segni sui vestiti che indossava . Evidentemente la ragazzina, quando è stata colpita, o era nuda o indossava altri indumenti. Quelli con i quali è stata trovata evidentemente le sono stati infilati dopo».

Il poliziotto messinese, che negli ultimi anni ha scritto diversi romanzi di successo con chiari riferimenti ai fatti legati al Mostro di Firenze, non ha potuto fare a meno di evidenziare alcune lacune sulle decisioni degli inquirenti assunte nei giorni successivi al ritrovamento di Yara: «E’ strano l’aver apposto il nastro di delimitazione sul luogo di ritrovamento del corpo, averlo poi tolto e rimesso dopo ventiquattro ore. Il magistrato avrebbe inoltre dovuto sequestrare l’intera area e mantenere il sequestro per cercare di rinvenire dati. Perché, se quello del ritrovamento non fosse il luogo dove è stata uccisa Yara, non si potrebbe escludere la presenza in altri punti non recintati del campo di prove preziose per individuare l’assassino».

Giuttari non esclude la possibilità che a essere coinvolte possano essere state più persone: « Se venisse confermato che Yara è stata uccisa in un posto diverso da quello del ritrovamento, che è stata denudata e non ha subito violenza sessuale, che l’hanno rivestita e trasportata in un posto diverso da quello dell’uccisione, allora si potrebbe sensatamente ipotizzare la partecipazione al delitto di più persone. Perché per portare un cadavere in un posto come quello dove è stato ritrovato, dove c’è una strada sterrata frequentata da coppiette che vi si appartano, servivano più persone. E prima di tutto una sorta di vedetta».

L’agente pur dichiarando che «è meglio aspettare che arrivino delle certezze dagli esami in corso e dalla autopsia» per capirne qualcosa in più, non esclude il possibile movente esoterico.

Ad attirare l’attenzione di Giuttari circa il possibile rito in cui potrebbe essere stata coinvolta la piccola Yara è più di ogni altra cosa, una ferita ben precisa rinvenuta sul cadavere: «Quella ferita a forma di X mi ha colpito. Yara l’avrebbe sulla schiena. Inoltre quelli che le hanno inferto non sarebbero stati colpi mortali, quindi perché glieli hanno inferti? Potrebbero avere un significato particolare».

S. O.