Biotestamento, ‘Avvenire’: “Legge non vuole obbligare nessuno”

Il quotidiano cattolico ‘Avvenire’ torna per l’ennesima volta sul biotestamento, dedicando al tema, nel numero oggi in edicola, addirittura due editoriali.

Il giornale della Conferenza Episcopale Italiana pubblica in prima pagina due commenti, uno firmato da Pino Ciociola e intitolato ”L’urgenza e la vita” e l’altro dal titolo “Tornare alla legge” di Davide Rondoni, che nei giorni scorsi aveva espresso non pochi dubbi sull’opportunità di approvare il ddl in discussione in Parlamento.

La legge già approvata al Senato, scrive Rondoni, ”non intende obbligare nessuno a una certa visione della vita, poiché non sono le leggi a toccare il cuore degli uomini. Ma intende far pensare a tutti che l’uomo debole va onorato e accudito. A qualunque costo. Se no il prezzo della vita lo finirà per fissare chi ha il potere”.

”Ciò che penso, e dico – avverte lo scrittore – è che oggi dobbiamo fare una legge: la più equa, semplice e avveduta possibile. Dobbiamo tornare ad averla perché sul fine vita si sono mosse le azioni, forzando la legge, di chi ha voluto render la morte procurata una liberazione dell’individuo, una specie di prevalere della luce su un’ombra, la vita, quando anche sofferente”.

A detta di Rondoni, sul fine vita ”per andare contro ogni evidenza si è sollevato un polverone. Come se in Italia ci fosse qualcuno, noi, i cattolici, che vuole obbligare qualcun altro a vivere in condizioni infernali, non si capisce poi perché. Come se ci fosse qualcuno che vuole togliere un diritto. Mentre è esattamente il contrario: si vuole proteggere chi non è in condizione di esercitare un diritto nel momento della sua massima debolezza. Nella legge in discussione, improntata al buon senso, si intende salvaguardare un diritto alla vita e alla cura per l’uomo nel momento in cui è nella reale situazione di bisogno e di affidamento. Non quando la ha immaginata”.

 

(Fonte Asca)