La Lega oltre Berlusconi: al nord governiamo noi

Il problema non è Bossi ma Berlusconi che ha concesso a Bossi di essere il dominus del governo. Il vero presidente del Consiglio è Bossi. Berlusconi è un signore che ha bisogno del rapporto vitale con la Lega, perchè solo con la Lega possono essere approvate alcune leggi”.

Difficilmente il Presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre ieri pomeriggio pronunciava queste parole nello studio di “Porta a Porta”, avrebbe potuto immaginare che la conferma delle sue tesi sui rapporti di forza interni alla maggioranza sarebbe, seppur indirettamente, giunta proprio dal Carroccio padano.
E invece il numero due della Lega, nonché Ministro degli Interni, Roberto Maroni, intervistato a Bergamo a margine di un’iniziativa per il venticinquennale del partito, ha spiegato che “non è che Berlusconi concede, è la Lega che decide”.

La rivendicazione di Maroni, in ogni caso, non faceva riferimento all’agenda nazionale del Governo, ma agli scenari che, nelle prossime settimane, potrebbero aprirsi in quelle centinaia di comuni del nord che rinnoveranno il proprio consiglio comunale nella tornata elettorale di maggio.
“Sarà – ha continuano il Ministro – un appuntamento impegnativo anche per noi e noi di solito alle amministrative andiamo molto bene. […] Forse non mi sono spiegato bene  (in merito all’ipotesi di una corsa solitaria del Carroccio, senza gli alleati del PdL): noi decidiamo cosa fare e poi facciamo quello che abbiamo deciso”.

Naturalmente non è sufficiente accertare l’egemonia leghista nelle amministrazioni del nord per ipotizzare che Umberto Bossi sia “il vero premier” dell’attuale Governo, purtuttavia non può sfuggire che qualora evaporasse ulteriormente il peso elettorale del PdL nelle regioni del settentrione, Berlusconi si troverebbe costretto a fare concessioni sempre più ampie ai leghisti, per far sì che la Lega, anche a costo di incassare i mugugni della base radicata nel “profondo nord”, continui ad assecondare le “riforme” della giustizia elaborate in questi giorni dallo staff legale del premier.

E così, mentre il Carroccio si prepara a dettare l’agenda su federalismo e immigrazione e a conquistare la maggioranza assoluta dei consensi in moltissime amministrazioni comunali del nord, il Presidente del Consiglio annuncia la nuova “riforma epocale della giustizia”.
“La Lega – ha detto in serata Umberto Bossi – non tradisce”.
A queste condizioni, d’altronde, stupirebbe il contrario.

Mattia Nesti