Yara, teste attendibile: “Sentii una ragazza gridare”

Forse quella sera del 26 novembre qualcuno sentì le grida della piccola Yara Gambirasio. Spunta adesso una testimonianza che può giocare un ruolo importantissimo al fine di trovare l’ assassino che tolse la vita alla tredicenne di Brembate di Sopra. E, assieme alla testimonianza, rispunta la traccia del furgone bianco. “Ho visto un furgone bianco e ho sentito delle urla provenire dal suo interno”: a parlare è una donna di Ambivere, paese confinante con Brembate di Sopra e Mapello.

Il teste aveva già dichiarato mesi fa che attorno alle 19 del 26 novembre sentì delle urla provenire da un furgone bianco che passava vicino a casa sua, in via Papa Giovanni XXIII. Questa via dista dal cantiere del nuovo centro commerciale di Mapello un solo chilometro: ed è proprio in quel cantiere, probabilemnte, che si trova la chiave dell’ intera vicenda. Già dal 29 novembre i cani molecolari fiutarono lì l’ odore di Yara: considerando la breve distanza fra l’ abitazione della testimone e il cantiere, si può suporre che effettivamente la ragazzina fu portata proprio lì.

La testimonianza di questa donna di Ambivere è stata ritenuta attendibile dai carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo, proprio perché confermerebbe le tracce trovate dai cani in quel cantiere. La zona in questione è molto ampia: 90mila metri quadrati di cui 60 coperti. Pare che i carabinieri non abbiano mai abbandonato completamente la pista del cantiere.

Mentre attendono i risultati dell’ autopsia sul corpo di Yara, gli investigatori della squadra mobile hanno effettuato un maxi controllo alla discoteca Sabbie Mobili Evolution, a soli 200 metri dal luogo del ritrovamento di Yara Gambirasio. A 200 persone è stato chiesto il numero di cellulare e sono stati controllati i documenti; sono stati sequestrati, poi, pochi grammi di hashish. Stando a quanto afferma la mobile, il blitz non sarebbe collegato alla vicenda di Yara, ma è difficile pensare si tratti di una mera coincidenza.

Angela Liuzzi