De Chirico a Palazzo Magnani

Non si può dire che ultimamente il Bel Paese non abbia avuto modo di accogliere esposizioni artistiche “importanti”. Da poche settimane Van Gogh non è più al Vittoriano, eppure in giro c’è già profumo di altro. Il celebre pittore italiano, che ha conferito all’arte novecentesca un tocco di “metafisicità”, è in mostra a Reggio Emilia a partire da ieri. Dove? A Palazzo Magnani, naturalmente. Il titolo dell’esposizione, il cui scopo è quello di ripercorrere la carriera artistica di Giorgio De Chirico, è “ Dipinti 1910-1970, Un maestoso silenzio”.

All’interno della mostra, si è deciso di analizzare le tematiche artistiche essenziali che si passarono il testimone all’interno della vita di De Chirico. Grande importanza è stata data all’elemento della piazza, liberata da De Chirico, che mirava ad illustrare più ciò che era dentro l’individuo che ciò che si trovava intorno ad esso, dal suo “ruolo storico” di punto d’incontro fra persone. Saranno ben sessanta i dipinti presenti all’esposizione, ai quali vanno aggiunte altre venti opere fra disegni, inchiostri e acquerelli.

Si può parlare davvero di “maestoso silenzio” in rapporto a De Chirico? Effettivamente uno degli elementi che più ferocemente scaturisce dalle sue opere è una sorta di silenzio eloquente, di mancanza di voce. Il quadro, con De Chirico, diviene una sorta di luogo di smarrimento dell’individuo, un luogo senza tempo. Si parla di “Pittura Metafisica” con De Chirico non in senso filosofico, ma in senso più puramente etimologico. Ciò che è “metafisico” è ciò che è oltre il mondo materiale, ciò che è sovrasensibile, al di là dell’esperienza sensoriale.

Non sarà possibile visitare la mostra di lunedì; Palazzo Magnani sarà, invece, aperto al pubblico durante tutti gli altri giorni della settimana dalle dieci alle tredici e dalle quindici e trenta alle diciannove. Il prezzo dell’ingresso è di nove euro; il biglietto ridotto costa due euro in meno rispetto a quello intero e gli studenti pagano quattro euro.

L’evento è promosso dall’associazione Palazzo Magnani e da Tadino Arte Contemporanea.

Martina Cesaretti