Yara, don Scotti: «E’ morta per proteggere la sua castità»

La tragica fine toccata a Yara Gambirasio, ritrovata morta a Chignolo d’Isola lo scorso 26 febbraio, dopo che di lei si erano perse le tracce novanta giorni prima, continua a far discutere l’Italia intera.

A tenere banco sono le indagini condotte dagli investigatori e che per il momento non sembrano essere giunte a risultati ben precisi: prima di tutto bisognerà attendere il responso definitivo degli esami autoptici e anatomopatologici che restringeranno il campo delle possibilità circa il luogo in cui la tredicenne è stata uccisa e l’arma utilizzata (non è ancora ben chiaro se si sia trattato di un coltello o di un punteruolo, ndr), nella speranza di poter da lì risalire al movente e all’assassino.

La furia di uno psicopatico solitario o l’azione di un branco? Espressione di una follia inaspettata o un delitto organizzato?

Le opinioni a tal proposito sono tante, un po’ perché l’intero giallo sembra essere avvolto nel mistero e un po’ perché nell’ultima settimana le indiscrezioni giunte alla stampa sono state tanto numerose quanto spesso contrastanti.

C’è chi pensa che la responsabilità stia nel desiderio dei media di produrre scoop senza tuttavia possedere dati concreti su cui basare le notizie pubblicate e chi invece ritiene che sia tutto frutto di una precisa scelta da parte degli investigatori, con l’intento di non dare troppi punti di riferimento all’omicida.

Infine, c’è chi abbandonandosi a ipotesi più articolate parla di un vero e proprio depistaggio. Ma sono solo ipotesi, probabilmente fin troppo surreali.

Ma a parlare di Yara è anche chi, pur confidando nella giustizia, vuole ricordarla per quello che era: una ragazzina come tante altre, qualcuno che nessuno avrebbe mai potuto immaginare sarebbe potuta diventare l’oggetto di un’azione tanto malvagia.

Il parroco di Brembate, don ?Corinno Scotti, nell’omelia odierna ha detto: «?????Lei è come Maria Goretti, morta per proteggere la sua castità. Non bisogna preoccuparsi che venga fatto male ai vostri figli ma che i vostri figli non facciano del male. Preferireste essere i genitori di Yara o di un ragazzo che commette questi delitti.

Dalle parole di don Scotti emerge l’angoscia nel sapere che l’assassino potrebbe essere uno che vive proprio accanto a loro.

S. O.