Ancora stupri in caserma: soldatessa denuncia 3 superiori e una donna


A pochi giorni dallo stupro della caserma di Quadraro, una volontaria dell’Esercito denuncia tre superiori per molestie sessuali.

Accade in Sicilia, due ufficiali e un sottoufficiale avrebbero molestato la donna numerose volte.

Si tratta di una soldatessa di religione musulmana, stuprata dai tre e ricattata anche da una superiore donna che la costringeva a rapporti sessuali di gruppo con due militari stranieri. In seguito, l’aguzzina aveva pensato anche di  mobbizzare la vittima per un rifiuto incassato.

È il sito web del comparto Sicurezza e Difesa, Grnet.it, a darne notizia, mentre il legale della soldatessa, avv. Giorgio Carta, conferma l’accaduto all’ANSA.

I tre superiori avrebbero reso la volontaria “oggetto di numerosi atti di molestia sessuali” subìti nel tempo, sia in Kosovo, dove si trovava per missione, un paio di anni fa, sia in Sicilia. Cittadina italiana, la donna è figlia di extracomunitari residenti nell’isola.

La denuncia è stata presentata alla procura della Repubblica di Catania e alla procura militare di Napoli.

La notizia giunge a pochi giorni dalla denuncia di una 32enne stuprata nella caserma del Quadraro, a Roma, da quattro carabinieri.

Madre di una bambina e senza lavoro, la donna si era trasferita nella Capitale per sfuggire a un uomo violento, ma ha trovato lo stesso destino, “da coloro che avrebbero dovuto difendermi”. Numerose le analogie con il caso della soldatessa musulmana, sia in merito alle violenze subite dalle forze dell’ordine, sia per una certa omertà di fondo.

Come rende noto il sito Grnet.it, la denuncia ”sarebbe stata invano rappresentata ai superiori dei tre comandanti denunciati, ma la soldatessa non sarebbe stata creduta ed anzi avrebbe ricevuto l’invito a lasciar perdere”. Il passo decisivo è stato compiuto solo in seguito al rifiuto di un trasferimento: forse per timore di uno scandalo scomodo, qualcuno le impediva, addirittura, di migrare verso altre caserme.

“In un’altra occasione, la giovane è stata comandata a partecipare ad alcune funzioni religiose cattoliche, in qualità di corista. Un oltraggio al suo sentimento religioso“, ha aggiunto l’avvocato della vittima.

Carmine Della Pia