Bersani e l’attesa del tramonto berlusconiano

Il segretario nazionale del Pd ne è convinto: è in atto nel nostro Paese un processo cruciale, destinato a fotografare (prima o poi) la fine del berlusconismo. Un processo lento, che Pier Luigi Bersani attende smaniosamente da tempo.

“La fase che stiamo vivendo – ha spiegato a La Repubblica – è quella del tramonto berlusconiano. Sarà un crepuscolo che creerà tensioni drammatiche sul piano politico e istituzionale. Berlusconi si difenderà con tutte le energie per sopravvivere e alla fine del ciclo la ricostruzione democratica avrà bisogno di un concorso di forze. Sono parole che ho pronunciato un anno e mezzo fa e – ha aggiunto il democratico – non ho cambiato idea”.

“Pur non facendo pronostici – ha continuato il leader del Pd – credo che il governo non arriverà alla fine della legislatura. Allora dico che il nostro campo si deve reggere su tre parole-chiave: tenuta, grinta e progetto. Berlusconi userà tutta la sua determinazione. Noi dobbiamo avere più grinta e più tenuta. Nonostante la sua tenacia – ha osservato Bersani – i sondaggi dimostrano che sta perdendo la presa sull’opinione pubblica mentre l’opposizione migliora la sua capacità di parlare ai cittadini”.

Ma non convince sul fronte delle alleanze: “Ho sempre detto che prima delle alleanze c’è il progetto di governo – ha chiarito il segretario dei democratici – e che il Pd ha la responsabilità di proporlo. Abbiamo un pacchetto di riforme sociali e sulla democrazia. Da lì partiamo. La proposta politica del partito resta assolutamente ferma, si rivolge ai moderati e ai progressisti. Al momento giusto tireremo le somme. L’importante – ha rimarcato – è che il Pd abbia questa impostazione generosa e aperta che ora viene compresa dai cittadini più ancora che dalle forze politiche”.

E interpellato sulle riforma della Giustizia, l’ex ministro dello Sviluppo economico ha tradito qualche perplessità: “Le carte vanno viste, per carità – ha precisato – ma il punto è che da 17 anni non vediamo mai niente di accettabile. Io non mi aspetto niente di buono. E nel frattempo ci sono nell’aria e in Parlamento ipotesi di ulteriori leggi ad personam che vanno inquadrate in un’offensiva generale del premier contro la magistratura alla quale ci opporremo”.

“È la solita bandiera populistica di Berlusconi – ha rincarato Bersani – il solito modo di non andare ai problemi concreti, la solita chiamata a un giudizio di Dio sulla sua persona. Le chiacchiere non possono nascondere che la giustizia è l’unico settore che non ha visto uno straccio di cambiamento a favore dei cittadini. La riforma è solo un grande diversivo – ha concluso il segretario del Pd – e la ricerca di un terreno di scontro”.

Maria Saporito