“Lo senti chi parla?”: dal 6 all’11 marzo i logopedisti contro la sordità infantile

Sono circa 100 mila i bambini italiani under 14 che non sentono bene. Ogni anno nascono oltre mille bambini con sordità congenita. Si è celebrata ieri la “Giornata Europea della Logopedia”, organizzata in Italia dalla Federazione Logopedisti Italiani, unitamente al Coordinamento dei Logopedisti Europei CPLOL e dedicata quest’anno proprio all’ipoacusia infantile, una patologia dell’udito molto grave che colpisce anche i più piccoli.

Dal 6 al 11 marzo “Lo senti chi parla?” i logopedisti italiani contro l’ipoacusia dei bambini, la malattia che causa la totale o la parziale assenza di uno dei nostri sensi più preziosi, che in totale colpisce circa l’8% degli italiani, molti dei quali sono bambini che per cause genetiche o per qualche malattia, purtroppo, vanno incontro ad avere questo tipo di problema. Nei prossimi giorni saranno condotte iniziative informative e formative per contrastare la patologia su tutto il territorio nazionale: tra queste l’attivazione in molte regioni di un filo diretto con un Logopedista che potrà fornire utili consigli, la pubblicazione di opuscoli informativi, l’apertura di info points presso strutture sanitarie e nelle piazze

“L’ipoacusia – spiega la presidente dei Logopedisti, Tiziana Rossetto – non è un problema solo degli anziani. Anzi, se in età più avanzate si può considerare come fenomeno fisiologico dovuto al naturale invecchiamento, in quelle pediatriche e dell’adolescenza non può essere sottovalutato”. Gli esperti consigliano di prestare molta attenzione ai nostri figli: se il disturbo dell’udito non è adeguatamente individuato e gestito, può essere causa di difficoltà comunicative e relazionali e interferire sulla qualità di vita di chi ne è colpito. Come in ogni altra malattia, la diagnosi precoce (screening prenatale) è fondamentale per poter iniziare un percorso di riabilitazione logopedica che può garantire una qualità della vita molto alta.

Gli esperti ricordano tre semplici regole per individuare una sospetta ipoacusia nel proprio bimbo: prima regola; fare attenzione quando il piccolo non si gira quando è chiamato; se non alza la testa in caso di rumori improvvisi o estranei; o se c’è un ritardo nella lallazione e nella comparsa delle prime parole pronunciate. Intervenire nei primi mesi di vita è fondamentale, perché da la possibilità agli esperti di indicare tre linee indispensabili per la prevenzione: con la primaria è possibile evitare le forme di sordità legate a ittero neonatale, ototossicità da farmaci e alcune malattie infettive (sono raccomandate le vaccinazioni per rosolia, parotite e morbillo), con la secondaria si evita l’aggravamento del problema uditivo nelle otiti medie e nelle sordità da meningiti, mentre tramite la terziaria si punta a evitare che la sordità diventi causa di disabilità e handicap comunicativi, soprattutto quelli cronici come il sordomutismo.

Dal 7 all’11 marzo dalle 10 alle 12 è attivo questo numero 049-8647936 da chiamare per avere un contatto con gli esperti, ma non solo, è possibile anche inviare una e-mail all’indirizzo info@fli. it, o cliccare sul sito della Federazione logopedisti italiani www.fli.it.

Adriana Ruggeri