Marina Berlusconi: Per Saviano criticare significa censurare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:08

Le parole di Roberto Saviano, rilasciate ieri nel corso della trasmissione Che tempo che fa?, condotta da Fabio Fazio e andata in onda su Rai3, non sono piaciute a Marina Berlusconi, presidente del gruppo Arnoldo Mondadori Editore.

La figlia del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, era già entrata in polemica con lo scrittore, che proprio per Mondadori ha pubblicato il libro Gomorra che lo ha portato al successo oltre che nel mirino della camorra, negli scorsi mesi: in quell’occasione l’editrice disse di provare orrore nel vedere la dedica fatta da Saviano ai magistrati milanesi in occasione dell’assegnazione della laurea honoris causa in giurisprudenza.

Oggi Marina Berlusconi è tornata a parlare, dichiarando: «Quanto detto ieri sera da Roberto Saviano nel corso della trasmissione ‘Che tempo che fa’ mi costringe ad intervenire in quella che ritengo, e credo di non essere l’unica a pensarlo, una polemica ormai stucchevole. Ma non posso tacere di fronte alle accuse: avrei dimostrato ‘paura politica’ perché mi sarebbe mancato il ‘coraggio di dire chiaramente’ che non sopporto più le parole di Saviano, sarei protagonista di una ‘contraddizione pesante’ in quanto sedicente ‘editore libero che poi, quando qualcosa non va, darei addosso».

«Il fatto è che Saviano continua a non distinguere, o a far finta di non distinguere. La libertà di pensiero e di espressione è un diritto universale che a nessuno, e sottolineo nessuno, può essere negato: tutti hanno il diritto di criticare e tutti possono essere criticati. Ma criticare non vuol dire censurare. Le mie opinioni personali nulla hanno a che vedere con le scelte della casa editrice che presiedo».

La figlia del premier ha poi concluso: «Scelte che erano e restano totalmente libere e pluraliste: e questo, sia ben chiaro, non ‘nonostante’ la famiglia Berlusconi come azionista di riferimento, ma ‘anche grazie’ a noi e al modo autenticamente liberale di interpretare il nostro ruolo di editori. Ci sono i vent’anni della nostra presenza in Mondadori a dimostrare che questi non sono proclami retorici ma fatti incontestabili».

S. O.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!