Colosseo di Roma, un abbraccio collettivo alla cultura per fare cultura

COLOSSEO DI ROMA – Un abbraccio alla cultura per fare cultura. Questa l’iniziativa che si è svolta a Roma domenica organizzata dalla Cgil, Legambiente, Wwf, Arci Acli ambiente e un centinaio di altre associazioni per la campagna “Abbracciamo la cultura” avviata lo scorso 27 gennaio e che continuerà anche nei giorni scorsi in tutta Italia.

La campagna a sostegno dei beni culturali, dello spettacolo, e dei lavoratori del settore nasce dopo i tagli che sono stati fatti alla cultura, fortemente contestati in un paese come l’Italia che vanta il maggior numero di beni artistico-culturali patrocinati dall’Unesco.

I partecipanti alla manifestazione, di tutte le età, hanno indossato una pettorina arancione con il simbolo della manifestazione e attraverso una catena umana hanno abbracciato il Colosseo in tutta la sua estensione (come vi mostriamo nella nostra fotogallery).

Tra le richieste della campagna ci sono: una politica condivisa dei beni culturali che ne affermi la priorità dello sviluppo economico e culturale del paese e dare dignità al lavoro di tutti gli operatori del settore attraverso il riconoscimento legislativo, contrattuale e professionale.

Subito dopo si sono succeduti gli interventi di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, Giulio Scarpati, presidente del Sai, Sindacato degli attori italiani e Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale stampa italiana.

La battaglia per la cultura è una battaglia per la libertà – ha dichiarato la CamussoC’è una cosa che lega le tante piazze del Paese in cui oggi si manifesta per la cultura. Questa è un’altra Italia, quella che difende la Costituzione, il lavoro e la dignità delle persone, che vuole tanto bene a questo Paese proprio perché anche ricco di un grande patrimonio culturale, di una straordinaria produzione letteraria e di artisti fondamentali”.

“Dovremmo dare modo anche alle giovani generazioni – ha continuato – di accedere a questo patrimonio e invece la politica del governo è orientata a tagliare gli strumenti che permettono di avere una propria opinione. Difendere la cultura è dire che vogliamo un paese libero, democratico, in cui si possa partecipare”.

A.O.