Fini: più responsabilità alle donne

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:01

Una politica più rosa, capace di portare in Parlamento le istanze delle donne italiane e di tributare il doveroso riconoscimento alle capacità dell’altra metà del cielo. E’ quanto ha auspicato ieri il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo a Roma alla presentazione del Rapporto “Le donne nelle Istituzioni rappresentative dell’Italia repubblicana”.

“Il nostro paese – ha notato Fini – sconta un divario che aumenta tra il Nord e il Sud: sono infatti molto più numerose le parlamentari provenienti dal Nord che dal Centro Sud, con esclusione del Lazio. Si tratta di un divario su cui occorre riflettere sia da un punto di vista politico che culturale e credo – ha continuato il leader di Fli – che sia necessario farlo con una nuova coscienza civica del Mezzogiorno che affidi alle donne maggiori responsabilità nel lavoro e nelle istituzioni”.

“L’Italia – ha continuato l’ex aennino – non può permettersi ulteriori ritardi nell’effettivo raggiungimento della parità dei diritti tra i generi. Sarebbe anche contro le tante battaglie di quelle donne che hanno combattuto prima per l’Unità d’Italia e durante la seconda guerra”. Per questo, è necessario correre ai ripari, evitando di incorrere negli errori del passato. “La carenza di rappresentanza femminile – ha ripreso il presidente di Montecitorio – è responsabilità di quella politica che non sempre è stata all’altezza della sfida. E’ certamente vero che rispetto al passato molti traguardi sono stati raggiunti, ma è altrettanto vero – ha notato – che questo è accaduto grazie alle moltissime battaglie e non certo grazie alla lungimiranza della classe politica, in massima parte – ieri come oggi – di genere maschile“.

E per rendere più pragmatico il suo ragionamento, il presidente della Camera ha illustrato un esempio che ben rappresenta la “discriminazione” di genere ancora esistente: “Considerando lo stipendio come uno dei parametri – ha affermato Fini – ricordiamo che le donne manager guadagnano il 12% in meno degli uomini manager. Tre donne manager su 4 non hanno figli e per le restanti lavoratrici la situazione non è migliore, anzi in certi settori produttivi peggiora vistosamente”.

“E’ il caso di chiedersi davvero – ha proseguito il futurista – quanto ciò dipenda da scelte volontarie o si tratta di scelte indotte da un contesto sociale poco orientato alla valorizzazione delle donne. In Italia c’è una netta quanto sterile divaricazione tra chi crede nella virtù terapeutica delle leggi, nella promozione dei cambiamenti sociali e chi ritiene che il merito alla fine prevalga sempre e quindi non sia necessario stabilire norme cogenti: ritengo che entrambe le posizioni contengano delle verità e che il confronto sia necessario, ma non si può negare a priori – ha ricordato Fini – la virtù terapeutica della norma”.

Cosa fare, dunque, per rendere l’Italia un Paese più “vivibile” per le donne che vogliono realizzarsi anche nella loro professione? “Le nuove frontiere – ha osservato il presidente dei deputati – sono convinto siano nella qualità della vita per molte madri lavoratrici, nella flessibilità del  lavoro, nell’ introduzione del quoziente familiare, nell’aumento degli asili nido, nel potenziamento delle misure di contrasto preventivo, nella recente legge sullo stalking che rappresenta una bella pagina di cività. Infine la valorizzazione delle capacità decisionali femminili nei governi regionali e locali e nelle aziende pubbliche e private – ha concluso il numero uno di Montecitorio – è la ragione per cui reputo importante la presenza di genere nelle società quotate in borsa”.

Maria Saporito

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!